Empatia

SELEZIONA:
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Immagino, dunque aiuto
La capacità di visualizzare scene di soccorso verso i propri simili motiva le persone a mettere in atto comportamenti di aiuto verso chi è in difficoltà.
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Quell'espressione un po' così dei cani
Lo sguardo da "cane bastonato" è frutto della selezione operata dall'uomo all'inizio della domesticazione. È infatti una cosa che i lupi (e alcune razze canine) non sanno fare.
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L'empatia? Troppa fatica...
Calarsi nei panni dell'altro richiede uno sforzo notevole, anche quando le emozioni in gioco sono positive: è questa la motivazione dell'indifferenza, più ancora delle questioni economiche.
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Felicità: uomini e donne la vivono in modo diverso
Chi ne parla di più? Chi dipende più spesso dagli umori altrui? E chi risente maggiormente del rischio depressione? Le emozioni positive (e non solo), declinate al maschile e al femminile.
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Uno studio su autismo e differenze di genere
Uno studio su 700.000 persone conferma due teorie sulle diversità psicologiche tra generi e sulle capacità delle persone con disturbi dello spettro autistico. Non senza rischi interpretativi.
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Empatia: un po' dipende anche dai geni
La genetica contribuisce al 10% delle differenze tra individui più o meno empatici, il resto dipende dall'educazione. Così, in ogni caso, potete dare la colpa ai vostri genitori.
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Empatia: la puoi imparare da tuo fratello (minore)
La rivincita dei secondogeniti - e non solo: anche i fratelli più giovani possono contribuire positivamente allo sviluppo delle capacità empatiche dei "fratelloni". Si è modelli l'uno per l'altro.
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I cuccioli a sinistra: ai mammiferi piace così
È questo il lato scelto più spesso al momento delle coccole: che fosse così per l'uomo lo si sapeva da tempo, ma ora uno studio dimostra che è un'abitudine diffusa in tutta la nostra classe di vertebrati.
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Tutti i modi in cui il potere modifica il cervello
Più temerari, meno empatici, vaccinati contro lo stress: ricoprire posizioni di prestigio ha effetti invisibili eppure concreti sul comportamento umano.
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Capisci meglio se ascolti senza guardare
Le espressioni del viso possono portare fuori strada. Per capire davvero che cosa prova l'interlocutore, meglio aprire le orecchie e sgombrare la mente da distrazioni visive.
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Il significato di una storia è universale
Leggendo, il nostro cervello si attiva nello stesso modo, qualunque sia la lingua che parliamo, l'alfabeto che leggiamo o la nostra cultura: c'è un codice universale per dare un senso alle narrazioni.
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Il potere dà (davvero) alla testa
Impulsività, disprezzo del rischio, assenza di empatia con gli elettori: alcune caratteristiche associate a politici, spiegate dalle neuroscienze.
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Perché i rischi altrui ci fanno sudare le mani?
I video di imprese pericolose stimolano questa risposta immediata, anche se sappiamo che finiranno bene e siamo seduti "al sicuro" sul divano. Le ragioni sono antiche...
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Mi ascolti o fai finta?
Senza che ce ne accorgiamo, le nostre pupille si dilatano in sincronia con quelle dell'interlocutore: soprattutto nei momenti più emozionanti di un discorso, quando l'empatia è massima.
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Le espressioni del viso non sono universali
Il significato di ciò traspare dal volto non è per tutti uguale: anche se è il risultato di stimoli simili, può cambiare radicalmente a seconda della cultura.
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Perché alcuni preferiscono la musica triste?
Amate struggervi tra le note di melodie strappalacrime, che butterebbero chiunque altro giù di morale? Potreste vantare allora particolari doti empatiche.