Demenze

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Il malato di Alzheimer ricorda i sentimenti?
Può succedere che persone affette da Alzheimer, che hanno perso la memoria dei fatti, trattengano il ricordo dei sentimenti che hanno vissuto.
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La tecnologia in aiuto dei pazienti con demenza
GPS per rintracciare chi si è perso, orologi che contattano vicini e parenti e altri dispositivi indossabili: le app per chi deve accudire chi è colpito da declino cognitivo.
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Perché l'istruzione salva il cervello dal declino
Le regioni della corteccia cerebrale ispessite da un numero maggiore di anni di studio sono caratterizzate da un'espressione potenziata di geni benefici per il cervello.
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Alzheimer, un altro fallimento farmacologico
È successo di nuovo: due promettenti trial sull'uomo di una molecola che prende di mira le placche amiloidi sono stati interrotti: stiamo prendendo di mira il bersaglio giusto?
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Le pulizie cellulari "inceppate" dell'Alzheimer
Un processo che rimuove i mitocondri difettosi dalle cellule cerebrali sembra compromesso nei modelli umani e animali di questa forma di demenza. Ripristinarlo riduce i sintomi e le placche neurotossiche.
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Il cervello delle donne è (sempre) più giovane
A parità di età, il cervello femminile sembra meno invecchiato di quello dei coetanei. La scoperta potrebbe spiegare perché le donne anziane tendano a mantenersi lucide più a lungo.
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Un esame del sangue per "predire" l'Alzheimer?
Al momento non esiste, ma si prova a muoversi in questa direzione. Le tracce della morte neurale potrebbero essere in circolazione già 16 prima dei caratteristici sintomi cognitivi.
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La rincorsa ai farmaci "impossibili"
AIDS, Alzheimer, malattie rare... Non per tutte le patologie c'è una soluzione all'orizzonte, ma non per questo ci si arrende.
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Herpes e Alzheimer collegati? L'idea si consolida
Nuovi studi sul tema tornano a suggerire che possa esserci una correlazione tra la più comune forma di demenza e l'infezione virale. Se fosse vero, si aprirebbero nuove vie di prevenzione.
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Errori spontanei nel DNA all'origine delle demenze
Le cause delle malattie neurodegenerative potrebbero risalire ai processi di divisione cellulare che avvengono durante lo sviluppo embrionale. Indipendentemente dalla predisposizione familiare.
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Alzheimer: il circolo vizioso della beta-amiloide
Quando gli accumuli della proteina distruggono le sinapsi, i neuroni producono nuove quantità di questa sostanza, e la strage si perpetua: ecco forse perché i trial di farmaci falliscono.
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Cervello: cellule zombie e demenze
Rimuovere le cellule senescenti dal cervello dei topi previene l'accumulo di una proteina tossica caratteristica dell'Alzheimer e i danni cognitivi della malattia.
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L'esercizio fisico produce nuovi neuroni
Nei topi si può contrastare il declino cognitivo inducendo la produzione di nuove cellule nervose. Come? Con l'attività fisica: solo così si crea un ambiente favorevole alla crescita neurale.
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Alzheimer: placche non conducono sempre a demenza
Gli accumuli di proteine neurotossiche tipici della malattia non conducono in tutti i pazienti a declino cognitivo. Uno studio sui punti di contatto tra neuroni (sinapsi) ha forse trovato indizi sul perché.
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Alcol e demenze: né troppo, né troppo poco
Negli adulti di mezza età il consumo eccessivo di alcol ma anche l'astinenza completa comportano un aumentato rischio di declino cognitivo all'inizio della vecchiaia. La conferma e un'ipotesi di causa.
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Gli eterni ragazzi hanno un cervello più giovane
Chi si sente giovane nonostante l'età avanzata mostra anche meno segni organici di declino cerebrale: l'età soggettiva rispecchia piuttosto fedelmente quella biologica.