Ammassi stellari

SELEZIONA:
galaxy-collision-1
L'antico scontro tra la Via Lattea e la Salsiccia
Tra 8 e 10 miliardi di anni una collisione che cambiò per sempre l'aspetto della nostra casa stellare: le cicatrici di quell'impatto rivelate dal telescopio astrometrico GAIA.
galassiamateriaoscura
La galassia trasparente, senza materia oscura
NGC 1052-DF2 sembrerebbe formata esclusivamente da materia ordinaria: se così fosse sarebbe la prima galassia di questo tipo mai osservata finora, un'eccezione che non si credeva possibile.
orion_0
Tre popolazioni di stelle nella Nebulosa di Orione
L'ultima immagine dettagliata della nursery stellare rivela che gli ammassi stellari possono crescere "a blocchi" successivi.
rotazione-stelle
Come girano le stelle
In un ammasso stellare, le stelle di una certa massa hanno assi di rotazione allineati: è una conferma che permette di fare nuove ipotesi sulle caratteristiche della nube da cui nascono.
heic1601a
Uno scrigno di gioielli stellari
Il telescopio spaziale Hubble ci ha regalato un’eccezionale immagine di un giovanissimo ammasso stellare.
omegacentauri
Le antiche stelle-trottola di Omega Centauri
I dischi progenitori delle stelle di seconda generazione di Omega Centauri ruotarono molto più velocemente di quanto accade per le stelle normali, rivela studio INAF.
Immagine non disponibile
Sembra un ammasso globulare ma non lo è
Immagine di una piccola regione di cielo ottenuta dal telescopio spaziale Hubble che comprende buona parte delle galassie dell’ammasso di Regolo. Le stelle brillanti sono stelle vicine appartenenti alla nostra Galassia. (ESA/Hubble & NASA)
Immagine non disponibile
Un coagulo di stelle strane
In questo diagramma, sull’asse verticale sono riportate le percentuali di stelle attorno a cui orbitano pianeti di vario tipo indicati nell’asse orizzontale. (F. Fressin/CfA)
Immagine non disponibile
Alcune stelle rivelano il segreto della loro
Le due mappe, ottenute usando i dati gravimetrici della missione GRAIL e quelli topografici della missione LRO, mostrano lo spessore della crosta della Luna nell’emisfero visibile (sinistra) e in quello nascosto (destra). La crosta dell’emisfero visibile è mediamente meno spessa rispetto a quella della faccia nascosta di circa 20 km. Le stelle indicano le zone ricche di minerali contenenti olivina, che rappresentano materiali provenienti dal mantello del nostro satellite. Le maggiori concentrazioni di olivina si trovano in corrispondenza del mare Crisium, dove la crosta ha uno spessore inferiore a 1 km. (NASA/JPL-Caltech/ IPGP)
Immagine non disponibile
Il mistero della stella ricca di litio
I sei pianeti extrasolari potenzialmente abitabili finora conosciuti ordinati per similitudine con la Terra (Terra = 1.00). Quattro di questi oggetti sono stati rilevati nel corso dell’ultimo anno, dal settembre 2011 a oggi. Gliese 163C è qui rappresentata come un mondo roccioso con acqua di 2,4 raggi terrestri, potrebbe però essere il più piccolo, 1,8 raggi terrestri, se composta per lo più di roccia, come la Terra. (PHL @ UPR Arecibo). Clicca sull'immagine per ingrandirla
Immagine non disponibile
Ammassi stellari in rotta di collisione
Animazione del movimento osservato in una delle dune marziane situata in basso nell'immagine precedente. (NASA/JPL/HiRISE)
Immagine non disponibile
Un ammasso globulare lillipuziano
In questa immagine sono combinati i dati infrarossi di WISE (verde e rosso) con quelli ottenuti dal satellite IRAS nel 1983 (in blu) dello stesso campo di cielo. La nuova stella WISE J180956.27-330500.2, che è l’unica nel campo a non essere circondata da un alone blu (in alto a sinistra), non è stata vista da IRAS. Ciò è dovuto al fatto che l’improvviso aumento di radiazione infrarossa emessa dalla stella, a causa dell’inviluppo di polvere che la circonda, è avvenuto una quindicina di anni fa. (NASA/JPL-Caltech)
Immagine non disponibile
Un ammasso stellare con il “camino”
In alto, Titano (5.150 km di diametro) e la Terra a confronto. Un recente studio rileva che il lago conosciuto come Ontario Lacus nell’emisfero meridionale di Titano (a sinistra) ha una sorprendente somiglianza con il bacino salato Etosha Pan in Namibia (a destra). (NASA/ESA)
Immagine non disponibile
Selezione darwiniana per gli ammassi globulari
A sinistra, immagine dell’emisfero nord di Venere ottenuta con i dati radar della sonda della NASA Magellan. A destra, lo stesso emisfero in un’immagine ottenuta con i dati infrarossi della sonda europea Venus Express. Le morfologie superficiali riprese da quest’ultima sonda dopo circa 16 anni possono essere sovrapposte alle stesse presenti nelle immagini di Magellan solo se la lunghezza del giorno venusiano è maggiore di 6,5 minuti rispetto a quella misurata con estrema precisione (243,0185 giorni terrestri) dalla sonda della NASA. (NASA/JPL/Magellan/P. Ford/ESA/Venus Express/P. Drossart/G. Piccioni)
Immagine non disponibile
Un’occhiata a un ammasso di stelle neonate
Immagine del sito di allunaggio della missione Apollo 17 (dicembre 1972) ottenuta dalla camera LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera), la risoluzione è di 25 cm per pixel. NASA/Goddard/ASU
n2438bies_web
Sovrapposizioni cosmiche
Difficile distogliere lo sguardo dalla nebulosa planetaria al centro di questo scatto. NGC 2438, una nube di gas emanati da una stella morente situata a 3 mila anni luce da noi, cattura subito...

Sai riconoscere il
 

 

VERSO

 


di questi  ANIMALI?