Tecno-prodotti

Monopattini elettrici: come vanno?

Da quando si sono diffusi grazie ai servizi di noleggio, i monopattini elettrici sono diventati le star delle nostre città. Abbiamo voluto provarli per capire se davvero sono un'alternativa efficace per ridurre traffico e inquinamento.

Perché abbiamo dedicato la rubrica “A confronto” del numero 325 di Focus (in edicola in questi giorni) ai monopattini elettrici? Perché nei mesi scorsi sono stati una scoperta per molti italiani, soprattutto nelle grandi città, grazie ai servizi che consentono di noleggiare e condividere questi microveicoli a due ruote.

Ma come vanno usati? Dove sono consentiti e dove vietati? In attesa di nuovi regolamenti comunali (in arrivo), queste risposte sono nel Decreto sulla Sperimentazione della circolazione su strada di dispositivi per la micromobilita' elettrica (4 giugno 2019).

La rubrica "A confronto"di Focus 325 dedicata ai monopattini elettrici. In questo numero parliamo anche di piante: perché dovremmo salvarle e perché invece le attacchiamo. E poi... Le sigarette elettroniche fanno male? Il silenzio fa bene? © Focus

C'è chi si pone poi altre domande, a cui abbiamo provato a rispondere noi. Per esempio: possono essere un'alternativa (o un'integrazione) efficace per i mezzi pubblici che usiamo per spostarci in città? Sono una soluzione praticabile per ridurre il traffico cittadino e dunque per migliorare la qualità dell'aria?

Per scoprirlo abbiamo deciso di provare e mettere a confronto uno dei modelli più popolari, Xiaomi Mi Electric Scooter, con quello prodotto da una “griffe” tra i monopattini tradizionali non motorizzati, il Micro Merlin: il primo ha, tra le frecce al suo arco, la possibilità di collegarsi a uno smartphone (via bluetooth) per fare alcune impostazioni utili (per esempio per limitarne la velocità quando si attraversano le zone pedonali); il secondo, invece, è imbattibile soprattutto quando si tratta di chiuderlo (o aprirlo) per salire (o scendere) dai mezzi pubblici: grazie a un sistema a scatto, che si attiva con il piede, l'operazione è comunque istantanea.

La loro recensione completa è nella rubrica A confronto, su Focus in edicola in questi giorni.

Per completare il quadro, infine, abbiamo provato il Segway-Ninebot KickScooter ES2, il monopattino prodotto da un marchio che, nel campo della “mobilità personale”, fece da apripista anni fa con il mitico Segway (ricordate, la “biga” elettrica che restava in equilibrio autonomamente?). In questo caso, la recensione completa la trovate qui di seguito.


Ecco la pagella finale del Segway-Ninebot KickScooter ES2:

Una vista di profilo del Segway-Ninebot KickScooter ES2: il tubo dello sterzo "nasconde" i cavi che solitamente sono a vista. © Segway

Design: voto 4 su 5

Il Ninebot ha una linea un po' diversa dalla maggior parte dei concorrenti, con la parte anteriore della pedana incurvata: quando bisogna salire o scendere (portando monopattino a mano!) da gradini, marciapiedi ecc., questo rende l'operazione più agevole. Per chiuderlo si agisce prima (col piede) su una levetta a scomparsa e poi si piega il tubo dello sterzo.

Quest'ultimo ha dimensioni generose (forse per nascondere all'interno i cavi che, nei concorrenti, restano a vista: che eleganza!), ma che rendono un po' scomoda la presa (soprattutto per chi non avesse le mani di Gianni Morandi...) quando il Ninebot va afferrato da chiuso salendo o scendendo dai mezzi, per esempio.

Motore: 4 su 5

Ha il classico (per questi miniveicoli) motore elettrico “nascosto” nella ruota anteriore: la potenza (500 Watt) consente di toccare i 25 Km/h, ma la velocità si può limitare a 20 Km/h premendo un pulsante sul manubrio, sotto al display. Per partire bisogna spingersi con un piede, per accelerare si usa una levetta sul lato destro del manubrio che permette di dosare la potenza in modo abbastanza preciso.

Freni: 4,5 su 5

Per frenare il Ninebot bisogna premere una levetta sul lato sinistro del manubrio: in questo modo si attiva il freno motore (sulla ruota davanti) che recupera parte dell'energia dissipata e la “dirotta” sulla batteria, aumentando leggermente l'autonomia. Se serve una frenata più efficace, meglio agire sul freno posteriore: è il classico pedale/parafango che, per chi fosse abituato ai monopattini tradizionali (non a motore, cioè), risulta forse anche più istintivo da usare.

Ruote: 4 su 5

Il Ninebot Segway abbraccia, in questo, la filosofia dello... “spartano, ma pratico”: ha infatti gomme piene con le quali le irregolarità dell'asfalto si sentono tutte (a differenza dei monopattini con pneumatici dotati di camera d'aria che, sui terreni accidentati, sono più “morbidi”). In compenso non si ha nessun pericolo di foratura, ovviamente.

Autonomia: 3 su 5

Come accade sempre in questi casi, le prestazioni promesse dalla batteria (25 Km di autonomia teorica) sono come minimo ottimistiche: i consumi che abbiamo sperimentato durante la nostra prova suggeriscono che anche il traguardo dei 20 Km è abbastanza arduo da raggiungere. Ma non è un dramma: questi mezzi sono l'ideale per percorrenze quotidiane molto più brevi (almeno, questo è il nostro punto di vista). In altre parole: ricaricare, per dire, ogni 4 giorni anziché 5, tutto sommato non cambia la vita. A proposito di ricarica: ci vogliono 3 ore e mezzo per un "pieno".

Prezzo: 4,5 su 5

Con un prezzo di 550 euro il Ninebot si colloca a metà a classifica tra i modelli più cari e quelli più a buon mercato. Le sue qualità sono in generale all'altezza (se non, in qualche caso, migliori) dei correnti: dalla “carrozzeria” elegante e robusta al display essenziale, certo, ma sempre chiaro e piacevole da leggere. Come altri monopattini si collega via bluetooth allo smarthone dove, con la app Segway, è possibile personalizzare alcune impostazioni: per esempio è possibile scegliere i colori e il “tipo di animazione” per le luci led che si accendono sotto la pedana (l'effetto sui passanti è comunque sempre assicurato!). In conclusione: il rapporto qualità/prezzo è molto interessante.

1 novembre 2019 Roberto Graziosi
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