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Arriva la chiavetta USB per proteggere dai "danni" da 5G: non serve a nulla

Dal Regno Unito arriva un dispositivo che promette di proteggere da elettrosmog, radiazioni e altri fantomatici danni derivanti dal 5G. Ma (ovviamente) non serve a nulla.

5G
| 5G Bioshield

In questo periodo di pandemia da CoViD-19 le teorie del complotto si sono sprecate, tanto da costringere la OMS e il Ministero della Salute a dedicarvi una pagina dove confutarle una per una: tra queste, una che ha attecchito in modo particolare (specialmente in Gran Bretagna) è quella secondo la quale il 5G aumenterebbe il rischio di contrarre il coronavirus.

 

Cavalcando l'onda del timore suscitato da questa fesseria (così definita dagli scienziati), un'azienda britannica (la Bioshield Distribution LTD, registrata il 20 gennaio 2020) ha pensato di inventarsi un (in)utile apparecchio, chiamato 5GBioShield, per proteggerci dai danni causati dal 5G: una chiavetta USB da 128 MB.

Funzioni incomprensibili. L'azienda, fondata da un italiano e una polacca, definisce il suo dispositivo il «primo sul mercato a fornire una protezione totale contro radiazioni nocive, elettrosmog e inquinamento biologico». Alla vista è una USB dal design accattivante, dorata, con un disegno raffigurante un cavaliere che sconfigge un mostro. Inserendo la chiavetta in un pc o uno smartphone, questa creerebbe uno scudo olografico (una sorta di "bolla" protettiva in stile Harry Potter) che «ristabilisce la coerenza della geometria degli atomi, che consente un'induzione perfetta delle forze vitali ricreando una coerenza cardiaca, attraverso l'interattività e il supporto plasmico». Se vi state chiedendo cosa significhi questo insieme di termini apparentemente tecnici, non preoccupatevi: siete in buona compagnia.

 

Alla modica cifra di 283 £ (circa 315 euro) potrete quindi avere una chiavetta USB da 128 MB, utile a custodire qualche foto, video o documento.

Fidarsi è bene… Dopo aver analizzato il 5GBioShield, la Pen Test Partners, azienda britannica che si occupa di testare dispositivi di sicurezza, ne ha confermato l'inutilità: «Riteniamo che si tratti di una USB del valore di 5 £ con all'interno un semplice adesivo». Interpellata dalla BBC, Anna Grochowalska, codirettrice della Bioshield Distribution LTD, ha dichiarato: «Siamo in possesso di molte informazioni tecniche, frutto di anni di ricerca. Come potete immaginare, non siamo autorizzati a diffondere tali informazioni sensibili a terzi, per ovvie ragioni». Insomma, bisogna fidarsi della buonafede della Bioshield Distribution LTD, e crederle quando dichiara che, per oltre 300 euro, non si sta comprando una semplice chiavetta USB prodotta in Cina, ma un prodotto contenente la (rinomata) tecnologia del «catalizzatore olografico quantistico».

5 giugno 2020 | Chiara Guzzonato