Tecno-prodotti

Ascesa e caduta della copia

Musica, testi, foto, presto perfino la vita: tutto ciò che è duplicabile dal Web è gratis. E ora ha valore solo l’induplicabile.Il grammofono,...

I musicisti erano perplessi: nella loro tradizione le melodie popolari circolavano per i villaggi velocemente e avevano una vita di qualche settimana; perché mai qualcuno avrebbe voluto ascoltare un'interpretazione vecchia e di un "pezzo" ormai obsoleto quando era così facile avere "musica fresca"? Per avere un'idea del loro sbigottimento immaginate che mentre vi state godendo una cena succulenta vi piombino in città degli alieni con una scatoletta di legno laccato, azionino una manovella e vi dicano che da questa scatoletta è possibile riprodurre in qualsiasi momento i sapori effimeri della vostra esperienza gastronomica. Anziché un nuovo manicaretto, gli alieni proporrebbero di riprodurre le sensazioni di quello vecchio.

L'era della copia. Sbigottiti com'erano i musicisti gamelan, oggi sarebbero ancora più sorpresi. Con la tecnologia digitale possiamo riprodurre le esperienze ovunque, in qualsiasi momento (mentre corriamo, dormiamo, siamo in ascensore e via dicendo). E possiamo condividere la nostra copia e permettere che i nostri amici possano usufruirne. Come osserva laconicamente Hillel Schwartz, «ammiriamo ciò che è unico, poi lo riproduciamo». L'atto di registrare la musica ha cambiato la musica. Con la diffusione del fonografo, un centinaio di anni fa, i temi popolari sono gradualmente cambiati, orientandosi verso musiche che suonassero bene quando riprodotte: diventarono più brevi, più melodici e più precisi. Alla fine dell'800, i primi cilindri musicali contenevano al massimo 2 minuti di musica.

Musica "corta". Decadi dopo, i sistemi di registrazione avevano ancora una capienza di non più di 4 minuti e mezzo. I musicisti troncarono i vecchi ritornelli per farceli stare in quello spazio di tempo e cominciarono a comporre musica più breve. In più, le prime registrazioni, realizzate senza nessuna amplificazione, attutivano le voci troppo alte dei cantanti e davano enfasi agli strumenti più tranquilli. Timothy Day, musicologo, osserva che dopo le prime pionieristiche registrazioni, i pianisti iniziarono a fare una cosa che non avevano mai fatto prima: provarono a "distinguere attentamente tra ogni croma e semi croma (cioè un ottavo e un sedicesimo di nota) nel brano".

Un'esperienza unica. La tecnologia ha accorciato la distanza tra l'orecchio e la musica. Prima dell'era della registrazione, un serio appassionato di musica e persino un compositore avrebbero potuto dirsi fortunati se fossero riusciti ad ascoltare la propria sinfonia preferita più di una volta nella vita: poteva averne l'occasione solo chi viveva o si trovava in una città con un'orchestra che per caso avesse in programma proprio quella composizione. Ma normalmente poteva passare molto tempo prima che quell'esecuzione venisse ripetuta.

Ora viviamo in un'epoca nella quale la maggior parte della musica è registrata e ogni brano può essere ascoltato in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Non esiste musica, oggi, che non sia modellata sulle forme della registrazione e della duplicazione. Quando Frederick Gaisberg nel 1902 arrivò a Calcutta, in India, appena 10 anni dopo l'invenzione del fonografo, scoprì che i musicisti indiani stavano già imparando a imitare la musica registrata e si lamentavano che non ci fosse più "musica tradizionale da registrare".

Musica personale. Non fu solo la registrazione a cambiare la musica, ma anche la tecnologia di riproduzione e di copia. Con lo sviluppo delle tecnologie di ascolto, l'azione di ascoltare musica si trasformò da esperienza di gruppo (in un tempio, in una chiesa, in una sala o un auditorium) a esperienza individuale di cui usufruire in macchina, in camera da letto, con le cuffie... La tecnologia ha reso la musica più "personal", propria: a mano a mano che le casse acustiche si avvicinavano all'orecchio, si ingrossavano le fila degli ascoltatori.

Con il walkman nacque la sensazione di essere i padroni della propria musica preferita. In un prossimo futuro ci saranno cuffie dalle dimensioni di uno spillo, o addirittura musica trasmessa attraverso le ossa o impiantata nell'orecchio: tutto ciò promette "una musica che solo tu potrai sentire: la tua musica".
 

Registra-vita. Daniel Boorstin, lo storico più "tecnologico" d'America, notò che quella vaga e indistinta esperienza che chiamiamo "vita" è stata suddivisa dalle tecnologie di riproduzione (il fonografo, il telefono, la videocamera...) in una serie di unità consumabili discrete. «L'idea che ogni momento della vita fosse unico e irripetibile ha lasciato spazio alla possibilità di registrarlo e riprodurlo».
Oggi siamo su questa strada con le e-mail. Ed è già nato un bambino che, tra 70 anni o giù di lì, potrà salvare la sua intera vita - la somma totale delle sue memorie fatte di immagini, pensieri, lettere, conversazioni telefoniche... - su un computer, disponibile per essere copiato e trasmesso ai nipoti.

Nell'Avvento della Copia, la prima fase è la perfezione. La musica si è rapidamente adattata alla severità della registrazione, che esige strutture precise. La riproduzione è stata resa sempre più fedele, mentre la copia è stata moltiplicata generosamente, fino ad acquisire una propria esistenza.

Da copia economica... Con il fiorire delle tecnologie di riproduzione, lungo tutto il secolo scorso, è sbocciato anche il consumismo: i consumatori consumano copie esatte.
I numeri sono impressionanti. In un anno, negli Usa vengono venduti 2,5 miliardi di copie di libri, equivalenti a 15 milioni di miliardi (sì, milioni di miliardi!) di pagine copiate su carta. Finora sono stati pubblicati 3,5 miliardi di album musicali su cd o cassetta. Uscendo dal campo delle produzioni intellettuali per entrare in quello dei materiali, ci siamo visti rovesciare addosso 102 miliardi di lattine praticamente identiche, senza contare i miliardi di pasti serviti da McDonalds. Le copie sono economiche.

... a copia gratuita. Ma la duplicazione e la trasmissione di copie musicali non è più economica. È gratis, per gentile concessione di Internet che permette copie perfette e infinite. La duplicazione online dilaga con proporzione stupefacente. Nonostante gli sforzi fatti per debellarlo, il file sharing prospera. In questo nuovo mondo online ogni cosa che può essere copiata sarà copiata gratis.

La rivincita della candela. Ma nel momento in cui qualcosa diventa gratis e così facile da trovare, di solito perde di valore. Quando la luce elettrica era una novità, la sera i poveri continuavano a bruciare candele. Con la diffusione e l'abbattimento dei costi dell'elettricità, le lampadine hanno preso il posto delle candele, mentre le candele sono diventate un segno di lusso.

Viva la non-copia! In questo universo digitale così saturo di infinite duplicazioni, l'asse del valore ha subito uno spostamento. Nell'era industriale spesso le copie valevano più dell'originale; chi avrebbe voluto l'originale (cioè il prototipo) di un frigorifero nella propria cucina?

Ora, nel nostro mondo tutto nuovo fatto di copie a non finire, queste si sono svalutate, e alla fine hanno perso il proprio valore. Le uniche cose che hanno davvero valore sono quelle che non possono essere copiate. I decenni che ci restano di questo nostro nuovo secolo saranno dedicati alla ricerca instancabile di tutto ciò che sia "induplicabile".
La copia è morta, lunga vita alla non-copia!

PAROLE


# Grammofono Nato con i primi dischi, ideati da Emile Berliner (1851-1929), che sostituirono i cilindri del fonografo.

# Gamelan Detti anche "gong", sono gruppi musicali diffusi in alcune zone dell'Indonesia e usano strumenti come xilofoni, metallofoni, tamburi e gong.

# Cilindo I cilindri fonografici erano usati sui fonografi, primi apparecchi per riprodurre musica, ideati da Thomas Edison nel 1877, vedi poster in alto.

# Filesharing Condivisione di file attraverso una rete comune. Può avvenire all'interno di una rete client-server (cliente-servente) oppure peer to peer (da pari a pari)

21 aprile 2011 Kevin Kelly
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