Apple compra la tecnologia PrimeSense 3D usata su Xbox Kinect

Apple ha acquisito l'azienda israeliana specializzata nello sviluppo di sensori in grado di riconoscere e rispondere all’ambiente in tre dimensioni. Insomma, la tecnologia alla base del primo modello di Microsoft Kinect per Xbox.

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La tecnologia di PrimeSense è stata usata sul primo modello di Microsoft Kinect per riconoscere il movimento degli utenti

Da luglio è un'indiscrezione, ora è una notizia: Apple ha acquistato l'azienda israeliana PrimeSense che ha fornito la tecnologia di sensori 3D utilizzata da Microsoft sulla prima versione di Kinect, il dispositivo in grado di riconoscere e interpretare il movimento del corpo umano che ha radicalmente aumentato le potenzialità della console di videogiochi Xbox.

Sui possibili utilizzi da parte di Apple delle tecnologie di PrimeSense si fanno varie ipotesi. C'è chi scommette che la prima mossa dell'azienda di Cupertino sarà quella di integrarli al più presto nei propri computer Mac e negli iPhone di prossima generazione oppure quella di realizzare una nuova Apple TV che diventerebbe, a tutti gli effetti, un centro multimediale da comandare con voce e gesti.

Piccoli e portatili
L'azienda israeliana ha continuato ad affinare la propria tecnologia soprattutto nel settore dei dispositivi portatili: l'obiettivo è l'integrazione della loro tecnologia in smartphone, tablet e occhiali. Prima dell'acquisizione da parte di Apple, PrimaSense era riuscita a inserire i suoi sensori in un Nexus 10 di Google e mostrare l'esperimento in occasione di un convegno per sviluppatori tenutosi nel maggio scorso (come mostra il video qui sotto).

Il sensore PrimeSense 3D "Capri" sul tablet Nexus 10

L'obiettivo è l'integrazione di micro sensori sui dispositivi portatili © Image PrimeSense

 

PrimeSense, secondo le indiscrezioni, sarebbe stata valutata 350/360 milioni di dollari. Apple ha commentato l'acquisizione con una laconica dichiarazione: «Ogni tanto acquistiamo piccole società tecnologiche ma non divulghiamo i nostri piani strategici.» Stessa strategia del "no comment" anche da parte dell'azienda di Tel Aviv che conferma «l'operazione con Apple», senza rivelare altro.

26 Novembre 2013 | Silvia Ponzio

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