Stranezze a motore

Auto e moto sexy, sportive, casual o confortevoli come un salotto. Mettetevi comodi, ne vedrete di tutti i colori e di tutte le forme.

Un maggiolino tutto (o quasi!) di legno: è quello che, in due anni, ha costruito questo 71enne bosniaco nel suo garage nei pressi di Banja Luca. Ha impiegato ben 50 mila pezzi di legno di quercia.

Un maggiolino tutto (o quasi!) di legno: è quello che, in due anni, ha costruito questo 71enne bosniaco nel suo garage nei pressi di Banja Luca. Ha impiegato ben 50 mila pezzi di legno di quercia.

Questa curiosa quattroruote è stata realizzata da un 47enne cinese “riciclando” pezzi di altre auto. Funziona davvero: secondo i media locali raggiungerebbe la ragguardevole velocità di 60 km/h!

Si chiama Armadillo-T ed è l’auto pieghevole progettata dall’istituto di scienze e tecnologie avanzate di Daejon (Corea del Sud): elettrica, si comanda attraverso uno smartphone e, con un semplice clic, è possibile “ripiegarla” per posteggiarla anche dove lo spazio non lo consentirebbe.

Un'altra auto che si piega si può ammirare qui. Viene dalla Spagna.

Ve la ricordate? Sembra un’astronave uscita da un film di fantascienza anni ’70. In verità si tratta di un triciclo elettrico che prometteva di percorrere 200 chilometri con un “pieno” di 5 ore di ricarica. Prometteva e... promette ancora, perché l'Aptera (così si chiama) nonostante i continui annunci, non è mai stata lanciata sul mercato. 

I suoi punti di forza sono l’aerodinamica e il peso, circa 420 kg, che rendono le prestazioni superlative per chiunque ha a cuore l’ambiente: la versione ibrida dovrebbe avere un autonomia di 800 chilometri (140 km con un litro di benzina o gasolio); quella puramente elettrica ha un’autonomia considerevole e una velocità di punta di 130 km/h .

Vi immaginate imbottigliati nel traffico vacanziero delle partenze intelligenti? Premunitevi, con una macchina così magari, che promette un comfort eccezionale.

Questo è solo uno degli abitacoli comparsi alla manifestazione "Lowrider Experience" svoltasi a Los Angeles. Proprio qui, una cinquantina di anni fa, nasceva il movimento dei "lowrider" come atto di ribellione dei chicano (americani di origine messicana) contro la classe media americana.

Il simbolo di questa classe era proprio l'automobile che i chinano, alla ricerca di una nuova identità, cominciarono a reinterpretare. L'aggiunta di disegni bizzarri e di accessori fuori dal comune fa di questo movimento una vera forma d'arte.

Cosa succede se si dedica un intero motor show alle star e ai film hollywoodiani? Per esempio, una Marilyn Monroe può apparire, con tutta la sua prorompente sensualità, sul cofano di una macchina d'epoca placata d'oro (beh, vernice d'oro...).

Questo - e altro - è quello che si è visto a una rassegna automobilistica svoltasi a Seoul (Korea), l'Hollywood Motor Show. Si tratta di una grande esposizione di macchine originali o ricostruite comparse sui set dei film più famosi.

Il settore più vasto era quello dedicato a James Bond, dove facevano bella mostra molte delle auto super accessoriate usate dall'agente 007 nei suoi interminabili e mirabolanti inseguimenti; tra queste l'Aston Martin Vanquish, vista sfrecciare in "Die Another Day"...

Li chiamano Muri della Morte e altro non sono che altissime pareti circolari, sfruttate come piste da corsa da impavidi stuntman. A bordo di auto o motociclette, i coraggiosi piloti raggiungono una velocità tale da rimanere “incollati” verticalmente alle pareti. Questa è la spettacolare performance di Balvir Singh, uno spericolato stuntman indiano che si guadagna da vivere guidando sul muro “Well of Death”, un circuito nel cuore del Rajasthan. Ma il record di resistenza su una di queste piste è del motociclista tedesco Martin Blume, che nel 1983, a Berlino, continuò a girare su una parete verticale per 7 ore e 13 secondi.

Questa è solo l’ultima delle creazioni di Sudhakar Yadav, un designer indiano, che progetta automobili molto particolari.
L’auto a forma di mazza da cricket, capace di viaggiare a una velocità di 60 chilometri orari, è stata pensata dall'estroso artista per supportare la nazionale indiana durante i mondiali di quest’anno.
Il cricket in India è uno degli sport più popolari e si pensa che sia stato giocato per la prima volta nel ‘700 da alcuni marinai britannici, su una spiaggia abbandonata.
Tra le "creature" più famose di Yadav ci sono un’automobile a forma di panino, una a forma di scarpa con il tacco e una a forma di preservativo.

Non c'ha pensato due volte, questo signore dotato di mustacchi d'acciaio, ad attaccare un'automobile ai suoi lunghi baffi… e tirare. Siamo alla fiera di Pushkar, nello stato desertico di Rajasthan (India), uno dei più colorati e popolari appuntamenti che attrae ogni anno turisti e curiosi da tutto il mondo.
A volte anche tagliarli (o farseli tagliare) può essere uno spettacolo... e il risultato di tanto sfoltire a volte va addirittura in concorso, come al campionato del mondo di barba che si svolge in Germania.

Le scarpe cinesi sono messe in commercio a prezzi così bassi da aver spazzato via la concorrenza e messo in ginocchio la capitale filippina della calzatura, Marikina (Filippine). Così il governo ha stanziato un equivalente di 1.200 euro per mettere a punto una scarpa col tacco motorizzata che fa il giro della città a scopi promozionali. Difficile non notarla.
La città è famosa anche per la recente apertura di un museo della calzatura, dove, tra le altre, sono esposte le 1.500 paia di scarpe appartenute a Imelda Marcos, ex first-lady, moglie del dittatore Fernando, e appassionata collezionista di stiletti e sandali griffati.

Alla ricerca delle opere d'arte più bizzarre, abbiamo scovato questa istallazione, ma non solo (vedi foto del giorno di domani)…
Presentata alla ventiseiesima edizione della Biennale di San Paolo (Brasile), è l'opera dell'artista austriaco, Leo Schatzl, ed è intitolata "Autorotation", ad indicare la libera rotazione delle ruote dell'auto sospesa nel vuoto. Quest'anno gli artisti si sono ispirati al tema della manifestazione che è il concetto di "Free Territory" (Territorio Libero), perché l'arte è terra di nessuno, dove non esistono limiti o limitazioni. Con i 135 artisti che vi espongono, la Biennale brasiliana rappresenta uno degli appuntamenti internazionali più importanti e uno dei più antichi (la prima è datata 1951). Quella più antica è comunque la Biennale di Venezia che fu inaugurata nel 1895.

La mini è un'auto ormai entrata nel mito. Nella foto, Serge Porcher mostra con orgoglio la sua mini con una splendida mise di denim da lui stesso disegnata: non un puro esercizio sartoriale, ma una vera e propria opera d'arte esposta presso il Royal College of Art and Design a Londra, che già ci aveva offerto spunti per riflettere sull'arte contemporanea. A contribuire alla fama e al successo della Mini sono state anche campagne pubblicitarie spesso spregiudicate, come si può vedere nella fotogallery dedicata ai "Cartelloni pazzi".

Se in una gara di auto convenzionale una delle cose più importanti è la messa appunto del motore, nel caso delle Red Bull soap box race, l'elemento fondamentale è lo spirito creativo che dà forme e colori alla "carrozzeria" del veicolo… Di origine americana, queste gare hanno attraversato l'oceano per diffondersi in tutto il mondo con le velleità artistiche tipiche di ogni nazione. Si tratta di una gara ecologica visto che i veicoli non sono dotati di motori, ma sfruttano solo la forza di gravità gettandosi a tutta velocità dalle strade in pendenza.
Foto: © Jacques Marais

"Perdi il vizio" (Break the habit). È questo il motto che decora la carrozzeria dell’ultimo "bolide" di Kanaboyina Sudhakar, designer di motociclette. Forse anche lui, come molti nel suo paese, l'India, è rimasto scioccato dai risultati di uno studio canadese pubblicati sul  New England Journal of Medicine.
Secondo questa ricerca in India, dove il vizio del fumo è molto diffuso, nei prossimi dieci anni un milione di persone moriranno a causa del fumo. Subito è scattato così il divieto di fumare nei luoghi pubblici, ma il governo sta studiando altre misure. Per esempio vietare il fumo nei film che vengono prodotti a "Bollywood", la Hollywood indiana.

Angolo fumatori (guarda)
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[E. I.]

Gondole e vaporetti a Venezia si fanno aspettare? Questi signori hanno deciso di salpare direttamente con l'auto. Non un auto qualsiasi però. Trattasi di macchina anfibia, una Triumph Herald del 1961, ideale per i vanitosi che amano scarrozzare nell'acqua come se fossero in un film di 007. In acqua il bolide, qui immortalato nel Canal Grande, sfiora i 15 chilometri all’ora, tre volte il limite massimo consentito alle imbarcazioni nella laguna. Unico inconveniente, per guidarla servono due patenti: quella nautica e quella per le auto.
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[E. I.]

Se non fosse per le sue componenti interne, ben visibili, quest'auto potrebbe passarvi accanto completamente inosservata. La Ghost Car, una Pontiac Deluxe Six del 1939 prodotta da General Motors e dall'azienda chimica Rohm & Haas,  ha la carrozzeria di plexiglass, ed è la prima auto trasparente mai realizzata negli Stati Uniti. Al tempo del lancio fu sponsorizzata come l'"auto del futuro" per il design innovativo, che continua a fare un certo effetto ancora oggi. Tuttavia ne furono costruite solo altre due e questo modello a tre marce è ritenuto al momento l'unico rimasto di questo genere. Nella sua vita l'auto invisibile (o quasi) ha totalizzato solo 138 chilometri e oggi, sarà battuta all'asta dalla casa RM Auctions per una cifra che potrebbe arrivare ai 475 mila dollari (oltre 335.600 euro).

Un modo spiritoso per sfrecciare nel traffico senza passare inosservati? Indossare un casco come questo, adatto a chi ha la scorza dura come un guscio di noce (e il cuore tenero come un gheriglio). Tra gli altri originali ideati dall'agenzia di marketing kazaka Good si trovano caschi che riproducono angurie, cervelli, teste pelate, noci di cocco, palle da bowling e palline da tennis (ma anche, per i più audaci, un paio di glutei tonici). Per i motociclisti autoironici e attenti alla sicurezza. Guarda anche un'altra originale trovata di marketing rivolta a chi viaggia spesso in aereo.
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Un maggiolino tutto (o quasi!) di legno: è quello che, in due anni, ha costruito questo 71enne bosniaco nel suo garage nei pressi di Banja Luca. Ha impiegato ben 50 mila pezzi di legno di quercia.