Auto elettrica e ibrida Vai allo speciale

Mazda: quattro per tre

Un elettrico, due mild hybrid benzina e un turbodiesel pulito: sono quattro le tecnologie che i giapponesi stanno sviluppando su tre modelli

mazda
Mazda CX-30: un Suv compatto (a trazione anteriore o integrale) con una scelta fra tre motorizzazioni: due 2.000 cc mild hybrid benzina da 122 e 179 CV e un 1.8 turbodiesel da 116 CV. Prezzi a partire da 24.750 euro. | Mazda

Mazda è sempre stata una voce fuori dal coro nel panorama automobilistico mondiale: un marchio autonomo in un mercato nel quale la regola è "l'unione fa la forza". 

 

Nonostante questo, il brand di Hiroshima ha spesso saputo leggere il futuro meglio di altri colossi: per esempio puntando in tempi non sospetti su motori a benzina dalla cilindrata generosa per ridurre i consumi reali mentre la concorrenza sfornava piccoli turbo con l'unico obiettivo di ottenere risultati migliori nei test. 

 

TRADIZIONE E INNOVAZIONE. La visione della Casa giapponese si nota già nella gamma attuale di autovetture, soprattutto se si analizza il segmento delle compatte che vede proporre ben quattro motori differenti su tre modelli. 

 

Il primo è l'elettrico e-Skyactiv della MX-30; poi ci sono i due mild hybrid benzina (uno tradizionale e uno con l'innovativo sistema Skyactiv-X) con disattivazione dei cilindri della CX-30 e della Mazda3; infine il diesel pulito SkyactivD presente sempre sulla Mazda 3 e sulla CX-30.

Skyactiv-X è il primo motore al mondo a combinare i vantaggi del benzina con quelli del diesel

ELETTRICO (QUASI) PURO. L'approccio di Mazda all'elettrico è davvero originale: mentre la concorrenza punta su batterie e su autonomie sempre più consistenti, la prima vettura a zero emissioni del brand asiatico – la MX-30 – risponderà con batterie meno potenti (ma più rapide da ricaricare e più ecologiche in fase di smaltimento) e con una autonomia di 200 km. 

 

Un valore sufficiente, secondo i tecnici giapponesi, per soddisfare le esigenze degli automobilisti europei che in media percorrono meno di 50 km al giorno. Un limite, peraltro, ma che potrà essere superato in futuro grazie al supporto di un motore rotativo Wankel, alimentabile a benzina, GPL, metano e persino a idrogeno. Avrà l'unico compito di ricaricare la batteria, offrendo dunque maggiore autonomia. 

 

È la soluzione definitiva per ridurre le emissioni di CO2? Non ancora: secondo Mitsuo Hitomi, il progettista del motore Skyactiv-X, oltre a produrre energia da fonti rinnovabili è importante tenere sotto controllo le emissioni di CO2 durante il processo di produzione delle batterie (valore che attualmente è intorno ai 110 kg/kWh). E poi progettare propulsori termici più efficienti. 

 

IL MOTORE CHE NON TI ASPETTI. Un esempio in questo senso è il propulsore Skyactiv-X: il primo motore di serie al mondo con accensione per compressione controllato da candela. 

 

In pratica è un benzina che funziona come un diesel. Caratterizzato da una potenza di 179 CV e abbinato (come il "cugino" Skyactiv-G da 122 CV) a un sistema mild hybrid 24V e alla disattivazione dei cilindri, permette di ottenere consumi molto contenuti vicini a quelli di una vettura a gasolio: su Mazda3 la Casa giapponese dichiara in media 22,2 km con un litro, mentre per la CX30 siamo a 16,9 km/litro.

2 dicembre 2019