Le concept cars più incredibili del mondo

Futuristici, strani e stravaganti: ecco una carrellata dei prototipi di auto più arditi che la mente umana abbia mai partorito.
 

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La mancanza del tettuccio farebbe pensare a un modello per scorrazzare per il deserto, invece è una citycar elettrica per la città, forse molto soleggiata. Partorita dalla mente di Jung-Hoon Kim, la P-Eco è dotata di una serie dei dispositivi piezoelettrici, posizionati nella parte anteriore e posteriore del sedile del conducente, e progettati per convertire l'energia meccanica in elettricità.

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Non dirmi che questo concept non è strano forte! La eRinGo è un'auto a forma di anello con una grande ruota centrale e due più piccole laterali che le consentono di affrontare le curve. Il motore elettrico alimentato da un giroscopio, sì come quello della poweeball, che aiuta questo curioso modello a stare in equilibrio sulla mono ruota. Ospita due passeggeri molto coraggiosi.

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A vederla viene subito in mente un rasoio tipo Gilette. La Egochine, progettata da Paolo De Giusti, è una monoposto arrivata in finale nel Peugeot design contest. La vettura è spinta da una coppia di motori elettrici posizionati nella parte posteriore e alimentati a idrogeno. Il 'serbatoio' è nella fusoliera. Tra ispirazione dalla celebre Isotta-Faschini e altri calssici della storia automobilistica.

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Si è aggiudicata il concorso Peugeot di design nel 2005. La Moovie, progettata dal giovane designer portoghese André Costa, è una minicar a due posti alimentata da energia elettrica. La sua particolarità? È formata da due sfere direzionali e di supporto che la fanno girare a 360 gradi come una trottola. Non male per parcheggiare in città.

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È un'idea del designer Huynh Ngoc Lan e sembra un incrocio tra un UFO e un aereo da combattimento stealth. Il corpo è triangolare con un tetto panoramico in vetro, e c'è anche un sistema di telecamere esterne che aiuta a manovrarla. La macchina si muove su tre sfere, non ruote, e può muoversi in qualsiasi direzione. Chissà com'è il sistema ideato per le frecce…

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Ecco un veicolo molto compatto su tre ruote, ideato dal designer Nicholas Lee Dunderdale, che ricorda un Jet ski con caratteristiche tipiche di una moto. I vetri, di grandi dimensioni, sono regolabili per migliorare l'aerodinamica. E poi, come i sidecar, ci puoi aggiungere a lato anche un'estensione per sistemare i bagagli o una bicicletta.

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Assomiglia più a un porcospino o a un pesce? Lascio a te decidere, intanto ti dico che si tratta di un progetto della giovane designer tedesca Anne Forschner che ha deciso di infrangere i classici schermi dalle linee lisce e compatte per realizzare invece una struttura costituita da 260 scaglie mobili che possono fungere da copertura aerodinamica, aerofreno o pannello solare.

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Basta con il design, gli optional e il lusso estremo: quello che conta è la sicurezza dei passeggeri. Così il sacerdote cattolico americano Alfredo Juliano ha preso un'Aurora, quella che molti definiscono l'auto più brutta di tutti i tempi, e l'ha 'taroccata' aggiungendo dei paraurti riempiti di gomma piuma, tettuccio in perspex e un piantone dello sterzo telescopico. Ah, ha lasciato il parabrezza arrotondato originale che aveva lo scopo di eliminare i tergicristalli.

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Si pronuncia 'na-ga-re' e per realizzarla, il team di progettazione del Centro di Design Mazda di Irvine, si è ispirato al moto degli elementi della natura (movimento, energia e luce) e tradurli in un linguaggio dalle linee e forme senza tensioni. Così Franz Von Holzhausen, Direttore del Design di Mazda USA, definisce questo prototipo che svela il design della prossima generazione di veicoli Mazda.

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Qualche anno fa Honda volava testa i gusti dei teenager giapponesi così si è inventata quest'auto DeeJay. In pratica i sedili della Fuya-Jo si alzano per consentire agli occupanti di ballare in strada e il volante è a forma di giradischi. Ahimè, non è mai andata in produzione.

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La Toyota EX-III è un prototipo che risale al 1969 e si presentava con un look aggressivo e molto aerodinamico con un frontale appuntito (senza paraurti), un lungo cofano, i lati molto inclinati e un posteriore rastremato.

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Quest'auto, progettata da Mat'o Prochczka, è un tentativo di trovare dei carburanti alternativi e più efficienti per alimentare le auto del futuro. In pratica questo concept dovrebbe utilizzare dei magneti con la stessa polarità della strada. In teoria perché le strade magnetizzate ovviamente ancora non esistono.

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Questo curioso concept ci riporta indietro nel tempo al 1965. Venduto all'asta l'anno scorso, il 1965 Dodge non ha i finestrini e il guidatore e i suoi passeggeri dovevano entrarci dai finestrini. Un'idea un po' scomoda che, chissà come mai, è rimasta a livello di progetto…

La mancanza del tettuccio farebbe pensare a un modello per scorrazzare per il deserto, invece è una citycar elettrica per la città, forse molto soleggiata. Partorita dalla mente di Jung-Hoon Kim, la P-Eco è dotata di una serie dei dispositivi piezoelettrici, posizionati nella parte anteriore e posteriore del sedile del conducente, e progettati per convertire l'energia meccanica in elettricità.