Motori

Le auto possono diventare piccole centrali elettriche

Un progetto di Nissan e Enel per trasformare i veicoli elettrici in punti di scambio di energia, da acquistare e rivendere alla rete urbana.

Per la prima volta, una casa automobilistica (Nissan) si allea con un'azienda energetica (Enel) per una nuova proposta nel campo della mobilità: trasformare le auto in piccole centrali elettriche ambulanti, in grado non solo di ricevere energia ma anche di fornirla alla rete.

Il sistema si chiama Vehicle To Grid ed è stato presentato a Parigi durante la COP21, fra gli eventi che hanno affiancato la conferenza sul clima dedicati alle nuove idee per rendere più intelligente la circolazione urbana e ridurre le emissioni nocive.

Come funziona. I possessori di una Nissan Leaf, l'auto 100% elettrica della casa giapponese, potranno utilizzare il veicolo come una centrale mobile in grado di accumulare e rimettere in rete l’energia non utilizzata. A fronte di un incentivo (2500 euro di sconto sul prezzo di listino) si concede a Enel il permesso di gestire l'approvvigionamento di energia elettrica.

Uno scenario possibile potrebbe essere questo: ricarichi l'auto dalla presa domestica di notte, quando l'energia ha un costo basso; la mattina accendi l'auto per andare al lavoro e la parcheggi; durante le ore centrali della giornata, quando la richiesta generale di energia raggiunge il picco e i prezzi salgono, puoi rivendere parte della tua “carica” rimettendola nella rete e, di fatto, guadagnandoci.

Dalle ceneri di Fukushima. L'idea nasce dalla tragedia nucleare di Fukushima e dalla ricerca di un sistema per avere energia costante e sicura “dal basso”. La gara d'appalto globale sul progetto da finanziare (partecipa anche il governo giapponese) è stata vinta dalla utility italiana; dopo 3 anni di test in Spagna, ora le prime auto dotate del sistema Vehicle2Grid circolano in Danimarca e Germania, in attesa di approdare nel resto dell'Europa.

Ecosistema virtuoso? Per ora il sistema è limitato alle Nissan Leaf (ne sono state vendute 47 mila in Europa in 5 anni), ma potrebbe estendersi ad altre auto, per farne il perno di un modo inedito di interpretare l'approvvigionamento energetico.

Auto, abitazioni e rete andrebbero a integrarsi allo scopo di rendere più stabile la fornitura di energia nelle città, ma anche di incrementare l'utilizzo di fonti rinnovabili (e di auto elettriche Nissan, ovviamente).

C'è anche il tentativo di allargare il ruolo dell'auto a qualcosa che vada oltre al semplice mezzo di trasporto e di sfruttarne le caratteristiche per gestire le pressioni sempre più forti sulle reti elettriche, date dalla domanda crescente. Un ecosistema virtuoso e, in teoria, economicamente conveniente per i cittadini.

21 dicembre 2015 filippo ferrari
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