Motori

La Google car alla prova ambulanza

Prima di scendere in strada, l’auto senza conducente deve essere capace anche di riconoscere le sirene dei veicoli d’emergenza e di comportarsi di conseguenza: gli ingegneri la stanno addestrando.

La Google car, l’auto senza conducente, continua a crescere e ad acquisire nuove capacità. In un recente post pubblicato su Medium i responsabili del progetto, che dal 2016 si chiama Waymo, spiegano come la loro creatura stia imparando a riconoscere le sirene dei mezzi di soccorso e a comportarsi di conseguenza.

Suoni&luci. Il tema non è banale: una vettura autonoma che si muova nel traffico deve essere in grado di identificare, tra i mille suoni della città, quelli di ambulanze, camion dei pompieri e macchine della polizia, e deve sapere che cosa fare. Per esempio, accostare a destra per lasciare la strada libera ma anche fermarsi a un incrocio, pur se con semaforo verde, per cedere una precedenza “straordinaria”.

Non solo: l’auto deve anche essere in grado di identificare con precisione la direzione dalla quale proviene il veicolo di soccorso, “agganciarlo” con i suoi sistemi di navigazione e seguirne i movimenti fino a quando non si è allontanato.

Nonostante il verde e un altro veicolo che supera l'incrocio, la vettura autonoma si ferma e dà la precedenza all'ambulanza. © Waymo

La scuola della strada. Negli ultimi mesi gli ingegneri di Waymo hanno dotato le auto di numerosi sensori in grado di identificare suoni e luci dei veicoli di emergenza. Le hanno quindi portate nel traffico di Chandler, in Arizona, e hanno “insegnato” al software della vettura a isolare e riconoscere sirene e lampeggianti indipendentemente dalla direzione e dall’angolo di provenienza.

Grazie a un sistema di intelligenza artificiale, l'auto è oggi in grado di riconoscere diverse tipologie di sirena, anche se non le ha mai "incontrate".

Secondo gli esperti si tratta di un progresso fondamentale, che rende un po' più vicino e concreto l’arrivo delle vetture autonome sulle strade del mondo.

15 luglio 2017 Rebecca Mantovani
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