L’ibrido da primato

Vent’anni di ricerca hanno permesso a Toyota di giocare d’anticipo, costruendo un’auto da corsa vincente a Le Mans. E sviluppando la tecnologia oggi più richiesta sul mercato.

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Prima a Le Mans: 16 giugno 2019: la Toyota TS050-Hybrid di Alonso, Buemi e Nakajima arriva prima nella 24 ore più esaltante del Campionato Endurance. | TOYOTA

All'appuntamento con la mobilità sostenibile ci sono arrivati con grande anticipo e senza affanno. Ora, già leader nell'ibrido, continuano a concentrare investimenti sulla riduzione dei consumi e lo sviluppo di alimentazioni alternative.

 

È la filosofia di Toyota: attenzione all'ambiente e rivoluzione tecnologica hanno trasformato gli stabilimenti in veri e propri laboratori di avanguardia. Basti pensare che lo sviluppo di un motore ibrido risale agli anni '60 e che la prima vettura con questa tecnologia uscita sul mercato, la Prius, è del 1997: da quel giorno il colosso giapponese, capace di affermarsi anche con il marchio di lusso Lexus, ha venduto a livello globale oltre 14 milioni di auto ibride. A fine 2010 erano soltanto tre milioni.

 

La risposta alle sfide ambientali, del resto, non può che passare dalla progressiva elettrificazione dei sistemi di propulsione, attraverso l'introduzione di uno o più motori elettrici in abbinamento o in sostituzione di quelli convenzionali.

 

PIÙ SOLUZIONI. La forza dei giapponesi sta nel fatto che sulla stessa piattaforma nascono vetture full hybrid, ibride plug-in, elettriche e a idrogeno. Che poi sono le quattro direttrici intorno a cui il gruppo si sta muovendo. La visione di Toyota della mobilità del futuro, infatti, prevede il contributo di tutte le tecnologie. 

 

Nel dettaglio delle soluzioni elettrificate, la parte del leone la fa l'hybrid electric (Hev), oggi la tecnologia più richiesta dal mercato: due motori, uno elettrico e uno termico, possono operare sia alternativamente sia in sinergia. Il motore a scoppio ricarica le batterie quando queste si esauriscono. 

 

C'è poi l'ibrido plug-in (Phev) con ricarica esterna: un sistema full hybrid electric come il precedente, ma con una batteria di maggiore capacità e peso in grado di far viaggiare la vettura grazie al solo apporto dei motori elettrici per tragitti più lunghi (fino a 50 chilometri nel caso della Prius Plug-in). Quando la batteria si esaurisce e non viene ricaricata dall'esterno, la vettura funziona come una ibrida normale, senza limitazioni di autonomia. 

 

Poi ci sono i veicoli 100% elettrici (Bev), che assicurano emissioni zero e – se ricaricati con energia prodotta da fonti rinnovabili – sono la soluzione più virtuosa da un punto di vista ambientale.

 

 Infine i veicoli fuel cell alimentati a idrogeno (Fcev), progettati su una piattaforma in cui il serbatoio di carburante e il motore a combustione interna sono sostituiti rispettivamente da un serbatoio di idrogeno, da un gruppo di celle a combustibile e da un motore elettrico. Insieme ai Bev rappresentano i più virtuosi se l'idrogeno viene prodotto utilizzando energia da fonti rinnovabili. 

 

2015, ANNO DELLA SVOLTA. Toyota ha stabilito che entro il 2050 diminuirà drasticamente l'impatto ambientale derivante dalla guida delle auto e dalla loro produzione. Il piano dei giapponesi è molto ambizioso e dettagliato. 

 

Si basa su un disegno preciso, annunciato già nel 2015 (anno di Expo, dell'Agenda Onu 2030 per lo sviluppo sostenibile, dell'accordo internazionale sul clima e dell'enciclica Laudato si' di papa Francesco), che si chiama Toyota Environmental Challenge 2050. 

 

Racconta a Focus Mauro Caruccio, da gennaio 2018 amministratore delegato di Toyota Motor Italia: «Siamo alla quarta generazione del sistema ibrido di Toyota, con miglioramenti e benefici in termini di emissioni e di prestazioni. Il nostro impegno nella realizzazione di una mobilità sostenibile si traduce nel cosiddetto Environmental Challenge 2050, un piano olistico che comporta la consistente riduzione dell'impatto ambientale derivante dalla produzione, dall'uso e dalla dismissione delle automobili, puntando alla totale sostenibilità del loro ciclo di vita».

 

 Il piano Challenge 2050 si sviluppa su sei pilastri: ridurre del 90% le emissioni medie di CO2 dei nuovi veicoli rispetto ai livelli del 2010; azzerare le emissioni di anidride carbonica in ogni fase del ciclo di vita dei veicoli, includendo lavorazione dei materiali, trasporto, stoccaggio, produzione e smaltimento; eliminare le emissioni di CO2 degli impianti di produzione nel ciclo di funzionamento; ottimizzare l'uso dell'acqua prestando attenzione alla qualità delle acque di scarico (Toyota Water Environment Policy); e infine contribuire alla creazione di una società basata sul riciclo e in armonia con la natura. 

 

OBIETTIVI AMBIZIOSI. Entro il 2025 ogni modello Toyota e Lexus sarà disponibile esclusivamente in versione elettrificata o con almeno una variante di questo tipo. Il colosso nipponico punta a vendere oltre 5,5 milioni di mezzi ibridi, ibridi plug-in, elettrici e fuel cell all'anno. «Nella nostra visione della mobilità del futuro ogni tecnologia elettrificata avrà un ruolo preciso. 

 

Per questo Toyota investe in ricerca e sviluppo, per essere pronta a offrire a ciascun cliente l'auto giusta, al momento giusto, al prezzo giusto. La piattaforma tecnologica full hybrid electric è la base su cui si innestano tutte le soluzioni elettrificate», conferma Caruccio.

 

 Il percorso verso un futuro a zero emissioni dipenderà da vari fattori tra cui il contesto economico, la disponibilità di risorse e infrastrutture, la politica energetica e gli incentivi. 

 

Ogni Paese farà quindi storia a sé e più architetture tecnologiche coesisteranno. Toyota vuole contribuire al progresso della società e alla mobilità sostenibile. 

 

Per questo lo scorso aprile ha concesso l'utilizzo gratuito fino al 2030 di circa 24mila brevetti di sua proprietà (inclusi alcuni in attesa di omologazione) relativi all'elettrificazione delle vetture. 

 

Conclude Caruccio: «In Italia, oggi, il 70% delle vetture Toyota e Lexus vendute è equipaggiato con la tecnologia full hybrid e sono oltre 290mila i clienti che hanno fatto questa scelta. I numeri per il 2020 sono destinati a crescere arrivando intorno ai 380mila, in considerazione non solo del fatto che il prossimo anno avremo la nuova Yaris – con una motorizzazione ibrida di quarta generazione dai consumi e dalle prestazioni ulteriormente migliorate – ma soprattutto perché oggi l'ibrido Toyota è accessibile a tutti e l'affidabilità e l'innovazione tecnologica ci permettono di offrire ai clienti una garanzia di 10 anni».

 

2 dicembre 2019