Motori

Auto elettrica: chi fa da apripista

I punti di ricarica per auto elettriche, in Giappone, sono più numerosi dei distributori di benzina.

In Giappone, il numero di punti di ricarica per auto elettriche aumenta a ritmo sostenuto: un articolo del Japan Times riporta che sono circa 40.000, contro 34.000 stazioni di servizio per carburanti tradizionali, mentre negli Stati Uniti sarebbero solamente 9.000 (contro 114.500 stazioni di servizio).

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I dati sono ripresi da uno studio Nissan che ha però suscitato molte perplessità per ciò che riguarda l'inventario dell'infrastruttura, sia perché il conteggio delle colonnine include i "charger casalinghi" (i sistemi di ricarica privati) anziché le sole colonnine pubbliche di ricarica rapida, sia perché considera "unitarie" anche le stazioni di servizio, che avendo in genere diverse pompe possono invece rifornire più automezzi.

Anche se presta il fianco a qualche critica, lo studio mette comunque in evidenza una tendenza e fa esplicito riferimento a concetti di "sharing economy" (economia della condivisione) per suggerire, per esempio, che anche le colonnine private potrebbero essere condivise con la collettività.

Elettricità giapponese. Il maggiore ricorso a una energia pulita, come quella elettrica, nel settore dei trasporti non deve però entusiasmare più di tanto, almeno finché la quota più consistente del fabbisogno energetico continuerà a essere prodotta a partire da combustibili fossili (nell'ordine: carbone, petrolio, gas).

Inoltre, in Giappone è molto consistente anche l'elettronucleare: nonostante i proclami seguiti al disastro di Fukushima ci sono 43 reattori nucleari pienamente operativi e due in costruzione, un "parco installato" che fa di questo Paese di 377.000 km quadrati e 120 milioni di abitanti il terzo per numero di reattori, dopo gli Stati Uniti (9.300.000 km quadrati, 325 milioni di abitanti) con 99 reattori e la Francia (675.000 km quadrati e 67 milioni di abitanti) con 58 reattori operativi.

12 maggio 2016 Raymond Zreick
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