Innovazione

Xprize: chi sa costruire un robot che replichi vista, udito e tatto?

Xprize mette in palio di 10 milioni di dollari per chi riuscirà a realizzare un robot in grado di trasmettere ad almeno 100 km di distanza le sensazioni visive, uditive e tattili dell'ambiente circostante. 

In passato ha finanziato "concorsi" per favorire lo sviluppo di un veicolo spaziale privato, per mandare un robot sulla Luna e per sequenziare 100 genomi umani in 10 giorni. Ora XPrice, la società no profit americana, lancia un'altra sfida ambiziosa, che supera il confine delle possibilità offerte dalle attuali tecnologie. Chi deciderà di raccoglierla avrà 3 anni di tempo per costruire un robot che possa essere controllato da una distanza di almeno 100 km e che permetta ad un utilizzatore non addestrato di percepire con vista, udito e tatto l’ambiente nel quale la macchina sta operando. In pratica: che gli consenta di "sentirsi" fisicamente in quel luogo. Una prova impegnativa che, ancora una volta, vedrà competere a colpi di innovazione aziende, centri di ricerca, inventori e università di tutto il mondo. In palio per i vincitori 10 milioni di dollari.

Una foto del disastro di Fukushima, 2011. L'obiettivo di Xprize è creare robot da inviare in caso di
Una foto del disastro di Fukushima, 2011. L'obiettivo di Xprize è creare robot da inviare in caso di calamità naturali, quando le condizioni sono troppo rischiose per soccorritori in carne e ossa. © Shutterstock

Soccorsi remoti. Obiettivo di questo XPrize è quello di mettere a punto una serie di nuove tecnologie da impiegare nella gestione delle grandi emergenze, per esempio in caso di calamità naturali o scenari di guerra, senza inviare i soccorritori direttamente sul territorio e senza esporli ai grandi rischi tipici di queste situazioni.
La macchina, a differenza dei robot esistenti oggi, dovrà però essere una vera e propria estensione del corpo dell'operatore, e dovrà trasmettergli con un alto grado di realismo tutto ciò che percepisce nell'ambiente circostante.
L'avatar dovrà inoltre essere in grado di interagire nel modo più naturale possibile con gli esseri umani. «L’idea è che in caso di catastrofi come quella di Fukushima sia possibile inviare robot invece che soccorritori in carne e ossa», spiega ai media Jyotika Virmani, portavoce di XPrize.

La XPrize Foundation è un ente no profit nato nel 1985 grazie ai contributi di diversi esponenti del mondo della tecnologia, della finanza e dell’imprenditoria tra cui Elon Musk (Tesla, SpaceX, HyperLoop), Arianna Huffington (Huffington Post), Larry Page (Google), Ratan Tata (Tata Group). Obiettivo della fondazione è quello di realizzare innovazioni tecnologiche nei settori più vari.

LE TAPPE. Il primo appuntamento per chi vorrà cimentarsi nell’impresa è previsto per il 31 gennaio 2019, data entro la quale i progetti dovranno essere presentati a una giuria di esperti. Chi passerà la selezione avrà tempo fino ad aprile 2020 e 2021 per realizzare i primi prototipi: ogni anno il team migliore porterà a casa una borsa da 1 milione di dollari. I restanti 8 milioni verranno assegnati a ottobre 2021 al termine della fase finale della competizione. Sponsor del premio è la compagnia aerea giapponese All Nippon Airways.

15 marzo 2018 Rebecca Mantovani
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