Un'armata di droni contro le zanzare

Microsoft lavora a velivoli semiautomatici che monitorino la presenza di parassiti infetti nelle aree più remote del Pianeta. Per battere dengue e malaria sul tempo.

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Ethan Jackson, a capo del progetto, durante la sperimentazione di uno dei droni a Grenada, Caraibi.|Project Premonition

Project Premonition: non è il nome di un polpettone da Blockbuster, ma il titolo di un ambizioso progetto di Microsoft che punta sui droni per combattere l'animale più pericoloso per l'uomo: la zanzara.

 

Il colosso di Gates, attento al tema delle malattie endemiche ad alto tasso di mortalità, sta preparando una flotta di aeromobili a pilotaggio remoto (unmanned aerial vehicle, UAV) che possano monitorare i cieli delle aree più isolate del pianeta a caccia di zanzare portatrici di dengue e malaria, ma anche di altre malattie trasmesse da vettori.

 

Batterle sul tempo. L'obiettivo è individuare in modo tempestivo l'eventuale presenza di pericolosi parassiti prima che questi possano infettare l'uomo. Ed evitare che epidemie difficili da debellare siano scoperte solo quando i primi pazienti colpiti iniziano a manifestare sintomi evidenti.

 

I tempi. Per sviluppare droni con queste capacità serviranno alcuni anni. Uno studio di fattibilità del progetto è stato condotto a Grenada (Caraibi) a marzo e presentato qualche giorno fa alla Microsoft Innovation TechFair a Washington DC.

 

Il prototipo di una delle trappole pensate per il progetto: è una sorta di laboratorio portatile. | Project Premonition

 

In rete. Parte dell'iniziativa consiste nello studio di trappole per zanzare all'avanguardia, che grazie a particolari sensori catturino solo questi insetti - e non uno sciame di altre creature volanti da cui poi dover estrarre le zanzare - e che analizzino i campioni confrontandoli con un ampio database di informazioni raccolte in una "cloud". 

 

Un balzo in avanti. I droni potrebbero trasportare in modo semiautomatico queste trappole su ampie aree da monitorare, con grande vantaggio degli operatori impegnati sul campo, che oggi devono affidarsi a trappole fissate agli alberi con batterie molto costose e pesanti e sostanze chimiche pericolose e difficili da trasportare in loco. 

 

Se decollasse (come un drone) il progetto potrebbe davvero offrire una svolta tecnologica in un settore di sicuro interesse pubblico. La compagnia sta ora cercando partner accademici per poter sviluppare Project Premonition entro i prossimi cinque anni. 

 

18 Giugno 2015 | Elisabetta Intini