Un pupazzo chiamato Jimmy

Se in aereo ti siede accanto un fantoccio antropomorfo non preoccuparti. Serve per misurare le dosi di radiazione ricevute sui voli di linea.

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Un pupazzo chiamato Jimmy
Se in aereo ti siede accanto un fantoccio antropomorfo non preoccuparti. Serve per misurare le dosi di radiazione ricevute sui voli di linea.

 

Jimmy, un vicino di viaggio non proprio elagante. Ma utile a studiare le radiazioni che colpiscono i passeggeri durante i viaggi aerei intercontinentali. Foto: ©  INFN.
Jimmy, un vicino di viaggio non proprio elagante. Ma utile a studiare le radiazioni che colpiscono i passeggeri durante i viaggi aerei intercontinentali. Foto: © INFN.

 

Si chiama Jimmy, pesa circa 50 chili e fa lunghi viaggi in aereo, ma non è un passeggero come tutti gli altri. È un fantoccio dalla forma vagamente umana messo a punto da un gruppo di ricercatori della sezione di Torino dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) per misurare la quantità di neutroni provenienti dalla radiazione cosmica che il corpo di una persona riceve in un normale volo intercontinentale.
L'Alitalia lo ospita proprio in questi mesi sui suoi velivoli perché le direttive internazionali richiedono alle compagnie aeree di eseguire periodici controlli sulla dose di radiazioni cosmiche ricevuta dal personale viaggiante durante il volo. Le radiazioni cosmiche sono composte da diverse particelle, ma Jimmy misura la quantità di neutroni che alle quote dei voli intercontinetali rappresentano circa il 50% della radiazione totale.
Misurare la dose dei neutroni cosmici è importante perché dosi ripetute di neutroni possono danneggiare diversi organi del nostro corpo sensibili alla radiazione come la tiroide, il midollo osseo e i polmoni. Per questo nel corpo di Jimmy, al posto degli organi più sensibili al danno dei raggi cosmici, si trovano dei dosimentri fatti con sostanze che simulano la composizione dei tessuti umani. Jimmy ha già viaggiato a bordo di palloni stratosferici lanciati dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), per stimare la dose potrebbe essere assorbita ad altissime quote dai piloti di aerei sperimentali di nuova generazione che potranno raggiungere i 30 chilometri di altitudine.

(Notizia aggiornata al 25 marzo 2003)

 

22 marzo 2003