Innovazione

Un nuovo Internet dallo scontro dei protoni

Gli esperimenti del Large Hadron Collider genereranno enormi quantità di dati che dovranno essere resi accessibili ai ricercatori di tutto il mondo. La capacità di Internet non è sufficiente ed è per questo che il Cern ha sviluppato una nuova infrastruttura informatica che potrebbe essere alla base di un nuovo "www". (Alessandro Bolla, 9 settembre 2008)

Lo scontro tra protoni che si verificherà la mattina del 10 settembre 2008 all’interno del Large Hadron Collider del Cern di Ginevra inaugurerà una nuova era non solo per la fisica ma anche per l’informatica. L’esperimento produrrà infatti un vero tsunami di dati che dovrà essere registrato, catalogato e reso disponibile agli scienziati di tutto il mondo. Secondo quanto riportato da Scientific American, entro la fine dell’anno il Cern elaborerà una quantità di dati stimabile in un gigabyte al secondo, l’equivalente di un dvd ogni 5 secondi. Nessun esperimento ha mai prodotto una simile mole di informazioni: si parla di 15 petabyte l’anno, ossia 15 milioni di gigabyte. Se volete provare a immaginarli pensate a una pila di cd alta 20 km!
Dalle Alpi alle piramidi. Dal punto di vista informatico la vera sfida sarà rendere questi dati accessibili ai ricercatori di tutto il mondo attraverso i loro computer. A questo scopo gli scienziati del Cern hanno realizzato una nuova rete informatica chiamata "Lhc Computing Grid". Se tutto funzionerà a dovere questa infrastruttura andrà a costituire le fondamenta dell’Internet di prossima generazione così come accadde quasi vent’anni fa, quando Tim Barnes Lee, sempre presso il Cern, sviluppò il primo sistema per la condivisione di informazioni tra centri di ricerca di tutto il mondo dando vita al World Wide Web.

UNO, NESSUNO, CENTOMILA (PROCESSORI)
L’Lhc Computing Grid gestisce i dati attraverso grandi reti di super computer connessi tra loro chiamate "strati": lo strato 0 si trova presso il Cern di Ginevra e usufruisce della potenza di calcolo di 100.000 dei più veloci processori attualmente disponibili: è qui che vengono raccolti e conservati i dati grezzi degli esperimenti. Da qui poi i dati vengono inviati su una rete dedicata da 10 gigabit al secondo (10.000 volte più veloce di una normale connessione domestica) verso lo strato 1, una rete di computer distribuiti tra Europa, Asia e Nord America. A questo livello i dati vengono disaggregati e distribuiti su altri 140 strati composti da mini reti di 2 computer localizzati in università e centri di ricerca. Ed è a questo livello che gli scienziati potranno collegarsi per avere accesso alle informazioni. L’intero sistema verrà gestito da Globus, una piattaforma software appositamente sviluppata grazie alla quale i ricercatori potranno visualizzare ed elaborare i dati distribuiti su macchine sparse per il mondo come se fossero in una cartella del loro pc.
Collabora anche tu. Per aiutare il Cern nella ricerca sulla fisica delle particelle non serve possedere un super computer. Chunque può infatti mettere a disposizione una parte della potenza di calcolo del proprio pc e partecipare a LHC@home, un progetto di calcolo distribuito che sfrutta i computer di migliaia di donatori in tutto il mondo per sviluppare una simulazione di ciò che accade all'interno dell'acceleratore.

Nella Google Map qui sotto una visualizzazione in tempo reale della LHC Computing Grid elaborata dall'Imperial College di Londra.


Visualizzazione ingrandita della mappa
9 settembre 2008
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