Un mouse Wi-Fi che dura nove mesi

E' wireless e dura 9 mesi.

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E sul più bello si viene abbandonati. No, oggi non siamo in vena di sentimentalismi retorici: stiamo semplicemente riassumendo quanto accade di solito quando si utilizzano delle periferiche senza fili. Perché è vero, sono terribilmente comode e liberano le nostre scrivanie dai terribili grovigli di cavi e cavetti del passato, ma il vero limite di tutti questi dispositivi è l’alimentazione, che quasi sempre deve fare affidamento su una coppia di pile alcaline.

 

A voler essere pignoli, mouse e tastiere wireless presentano un ulteriore limite: necessitano di un ricevitore per comunicare con il PC ed inevitabilmente questo dev’essere connesso via USB; fin qui niente di male, a meno che non consideriate la cronica penuria di porte libere con cui dobbiamo confrontarci quotidianamente, tra hub ed adattatori d’ogni sorta.

 

Adesso HP ci fornisce una risposta soddisfacente ad entrambi i problemi: si tratta del Wi-Fi Mobile Mouse ed è la prima periferica di puntamento in grado di collegarsi attraverso l’antenna wireless del computer, senza dover installare alcun driver né chiavetta; come se non bastasse, grazie alla nuova tecnologia HP Link-5, contiene al massimo i consumi e può funzionare ininterrottamente per 9 mesi di seguito. Roba da dimenticarsi di comprare le batterie di ricambio, visto che anche i più parchi tra i moderni modelli Bluetooth non superano i 5 mesi di durata; inoltre, la connessione Wi-Fi gli conferisce un raggio d’azione nettamente al di sopra della media, perché il segnale arriva fino a 10 metri dalla sorgente. Infine, il nuovo mouse HP presenta ben 5 tasti programmabili, oltre ai canonici 3 ed all’ormai onnipresente rotellina a 4 direzioni. L’uscita sul mercato è prevista per il mese di giugno e, considerate le caratteristiche, il suo prezzo di vendita, che dovrebbe essere inferiore ai 40€, sembra più che ragionevole, perché i diretti rivali - il Magic Mouse ed i prodotti di punta realizzati da Logitech e Microsoft - si attestano sopra i 50€; poi, con una periferica così, non va mai dimenticato il risparmio che si ottiene nella manutenzione.

 

Una nuova generazione di mouse è, quindi, alle porte: chissà se Apple prenderà spunto da HP per i suoi futuri modelli, magari aggiungendo un’area multitouch; oppure se un’altra casa produttrice, dalla forte vocazione ambientalista, deciderà di rinunciare alla precisione del laser per tornare alla cara vecchia sfera, per ricaricare le batterie utilizzando l’energia meccanica generata durante gli spostamenti del puntatore. (ga)

 

16 maggio 2011 | Luca Busani