Un genio in casa

Ogni angolo della casa nasconde frammenti del genio di un inventore. Oggetti minuscoli o importanti, comuni o hi-tech sono un po' ovunque, dal bagno alla cucina, dallo studio alla stanza da...

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Un genio in casa
Ogni angolo della casa nasconde frammenti del genio di un inventore. Oggetti minuscoli o importanti, comuni o hi-tech sono un po' ovunque, dal bagno alla cucina, dallo studio alla stanza da letto. Ci sono i semplici frammenti di filo metallico intrecciati, come una graffetta, o sofisticati pezzi di tecnologia avanzata, come il mouse. Ognuno di essi ha alle spalle una storia curiosa e interessante, quasi sempre sconosciuta e spesso assolutamente...

 

Il forno a microonde è ormai entrato nelle nostre case. Ma chi sa che al suo interno c'è un pezzo del radar?
Il forno a microonde è ormai entrato nelle nostre case. Ma chi sa che al suo interno c'è un pezzo del radar?

 

L'inventiva dell'uomo non si applica solo a grandi opere; a centrali nucleari, ponti, grattacieli. O a strumenti raffinati come microscopi o rivelatori di particelle. Migliaia di piccoli e grandi menti hanno applicato la propria ingegnosità a strumenti che ci circondano, a piccoli problemi che, anche se non sono vitali, ci complicano la vita. Spesso l'ostacolo si era presentato centinaia di volte, e nessuno era stato in grado si risolverlo, o si era applicato abbastanza a lungo da superarlo. È il caso della spilla da balia, uno degli oggetti più umili della casa, ma che ha avuto bisogno di qualche decennio di applicazione per essere perfezionata e resa innocua com'è ora. O della graffetta, pensata dagli inventori (non meno di tre) che hanno piegato e ripiegato un pezzetto di filo di ferro.
Attenzione ai particolari. Altre invenzioni hanno avuto invece bisogno di un colpo di genio, di estrema attenzione e soprattutto un intuito sopraffino per capire un fenomeno, e soprattutto per collegarlo a un'applicazione concreta. È il caso, per esempio, del forno a microonde, che non è altro che l'applicazione in cucina di una parte importante del radar, il generatore (appunto) di microonde. Che in questo caso non servono per scoprire aerei nemici, ma per scaldare l'acqua presente nei cibi.
Per arrivare dunque all'oggetto finale, le strade sono molte, e diverse. Questo vale tanto più nelle invenzioni per la casa, oggetti semplici ma, spesso, geniali, che fanno dire a chi li osserva per la prima volta: «Come ho fatto a non pensarci prima?»

 

Un genio in casa
Ogni angolo della casa nasconde frammenti del genio di un inventore. Oggetti minuscoli o importanti, comuni o hi-tech sono un po' ovunque, dal bagno alla cucina, dallo studio alla stanza da letto. Ci sono i semplici frammenti di filo metallico intrecciati, come una graffetta, o sofisticati pezzi di tecnologia avanzata, come il mouse. Ognuno di essi ha alle spalle una storia curiosa e interessante, quasi sempre sconosciuta e spesso assolutamente...

 

Thomas Alva Edison era un inventore di grande energia, che si applicava a un problema e non smetteva fino a risolverlo.
Thomas Alva Edison era un inventore di grande energia, che si applicava a un problema e non smetteva fino a risolverlo.

 

Una delle citazioni più famose di Thomas Alva Edison, l'inventore della lampadina (e di mille altre cose) è la seguente: «Il genio è 99 per centro traspirazione e 1 per cento ispirazione». Il suo approccio alle invenzioni è sempre stato quello di scoprire un problema, e applicarsi alla sua soluzione con ore e giorni di lavoro continuo, di perfezionamento e di correzioni. Si tratta, dicono gli storici della scienza, di un'idea ricercata, non di un colpo di genio. Edison si fece aiutare da decine di persone, che preparavano i pezzi della lampadina e la testavano. Quando si raggiunse il risultato finale, il laboratorio di Edison era cosparso di centinaia di idee abortite e dismesse.
Prova e riprova... Un processo non diverso da quello che ha permesso a James Dyson di inventare l'aspirapolvere senza sacco. Prima di arrivare alla soluzione, l'inventore inglese ha costruito qualcosa come 5.000 prototipi.
Ma un'invenzione può anche essere il risultato definitivo di un'intera specie. La ruota e, più modestamente, le posate, non hanno un vero padre. Il primitivo coltello è stato lentamente modificato e “aggiornato”, fino a che qualcuno ebbe l'idea di dividere in due la punta di un coltello per permettere allo strumento di infilare e fermare la carne da tagliare. In questo caso la traspirazione è stata divisa tra centinaia di fronti.

 

Un genio in casa
Ogni angolo della casa nasconde frammenti del genio di un inventore. Oggetti minuscoli o importanti, comuni o hi-tech sono un po' ovunque, dal bagno alla cucina, dallo studio alla stanza da letto. Ci sono i semplici frammenti di filo metallico intrecciati, come una graffetta, o sofisticati pezzi di tecnologia avanzata, come il mouse. Ognuno di essi ha alle spalle una storia curiosa e interessante, quasi sempre sconosciuta e spesso assolutamente...

 

Un'invenzione modesta ma onnipresente come il cono gelato è frutto di un colpo di genio.
Un'invenzione modesta ma onnipresente come il cono gelato è frutto di un colpo di genio.

 

Non c'è solo l'approccio “brutale” di Edison o di Dyson. Le vere invenzioni, secondo molti, sono quelle che derivano da un colpo di genio, dalla mente umana che riesce a fare connessioni tra fatti apparentemente inspiegabili, e che messi assieme danno origine a un nuovo oggetto.
Solo un emigrato russo quasi alla fame poteva pensare di utilizzare un “vaso da fiori luminoso” e trasformarlo nella torcia elettrica. O un gelataio italiano stufo di perdere bicchieri poteva mettere due o tre palline di gelato in una cialda croccante conica. E infine l'impiegato stanco di non avere posto per il suo cappotto, che ha inventato l'appendiabiti di filo d'acciaio.
Si accende una lampadina... È quello che David Perkins, un ricercatore statunitense che studia la creatività, questo colpo di genio può essere definito “pensiero trasformativo”, che cerca in tutte le direzioni, sbatte la testa e alla fine vede una luce, l'idea definitiva.
Altri (come gli organizzatori della mostra”Invention at play”, presente al National Museum of American History di Washington), paragonano l'arrivare a un risultato finale al gioco: come i bambini provano tante combinazioni delle regole di un gioco, così gli inventori modificano, nella loro mente, il gioco è un'attività fine a se stessa, e molto spesso le invenzioni provengono da modifiche apparentemente senza senso di uno strumento già esistente.
Improvvisamente, nel cervello dello scienziato si creano modi nuovi di vedere le cose; e nasce l'invenzione.

Marco Ferrari

 

4 luglio 2003