Innovazione

Tiri lo sciacquone… e accendi la luce

Le acque di scarico del bagno (e i batteri che contengono) possono trasformarsi un'ottima fonte di energia. Alcuni scienziati hanno già realizzato una pratica batteria da casa.

Tiri lo sciacquone… e accendi la luce
Le acque di scarico del bagno (e i batteri che contengono) possono trasformarsi un'ottima fonte di energia. Alcuni scienziati hanno già realizzato una pratica batteria da casa.

Batteri che mangiano sostanze organiche sono già presenti nelle acque di scarico.
Batteri che mangiano sostanze organiche sono già presenti nelle acque di scarico.

Siete di quelli che credono che dopo aver tirato lo sciacquone del water, l'unica cosa che rimane nel bagno sia uno spiacevole odore? Una ricerca potrebbe farvi cambiare idea. E illuminarvi.
I ricercatori della Pennsylvania State University hanno infatti trovato un metodo per produrre energia elettrica dalle acque di scarico. L'ecologico sistema di produzione di energia si basa sui batteri, presenti in abbondanza nelle acque sporche, e sulla loro capacità di divorare materia organica (come i rifiuti), trasformandola in anidride carbonica. In questa trasformazione, i batteri tolgono elettroni ai composti organici. I ricercatori sono stati in grado di accumularli, generando corrente elettrica. Con l'ulteriore vantaggio di depurare parzialmente l'acqua.
Dalla padella nella pila. Impianti nei quali i batteri bruciano materia organica trasformandola in elettricità sono già stati realizzati. Sono le cosiddette celle a combustibile microbico e gli scienziati le stanno studiando come convenienti fonti di energia in luoghi inusuali. Per esempio sul fondo al mare, dove i batteri che vivono nel fango possono creare energia. Poca, ma sufficiente a mantenere in funzioni strumenti di rilevamento.
Il prototipo per bagni è costituito da un tubo di 6,5 cm di diametro e 15 di lunghezza con otto bastoncini di graffite che funzionano come elettrodi negativi. Quando l'acqua di scarico scorre al interno del tubo, i batteri si attaccano alle placche di graffite e nel momento in cui mangiano materia organica convogliano elettroni al polo positivo (in plastica, carbonio e platino), chiudendo un circuito.
L'energia prodotta è proporzionale alla superficie delle barrette di grafite. Per ora è limitata a 150 milliwatt per metro quadrato. Ma i ricercatori ritengono plausibile raggiungere livelli di maggiore efficienza e generare fino a 1000 megawatt per metro quadrato.

(Notizia aggiornata al 27 febbraio 2004)

27 febbraio 2004
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