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Super-microchirurgia: il robot MUSA

La super-microchirurgia richiede mano ferma e nervi d'acciaio, e il supporto di un robot in grado di aiutare il chirurgo a lavorare in spazi sub-millimetrici.

Il robot MUSA
Il robot MUSA media i movimenti del chirurgo e gli consente di effettuare interventi sub millimetrici | MIcrosure

Provate a sollevare e spostare un oggetto... esattamente di un millimetro. Ci siete riusciti? Probabilmente no, ma se non siete medici specializzati in super-microchirurgia nessuno ci farà caso. Se invece lavorate in sale operatorie ad alta tecnologia, da oggi potete contare sull'aiuto di MUSA, un robot per la chirurgia assistita in grado di affiancare i chirurghi nel portare a termine con successo interventi infinitamente piccoli sul corpo umano.

 

Mini operazioni. In questo tipo di chirurgia ad altissima specializzazione i medici si trovano a operare su vasi sanguigni e porzioni di tessuto che si misurano in frazioni di millimetro, e dove la più piccola incertezza può fare la differenza. MUSA, realizzato dall'azienda olandese Microsure, è il primo robot chirurgo in grado di intervenire su obiettivi di dimensioni inferiori a un millimetro. Non si tratta però di una macchina in grado di lavorare in autonomia: il suo compito è quello di assistere il medico controllandone i movimenti ed eliminando qualsiasi tremore o movimento involontario.

 

Umanamente indispensabile. Dal punto di vista pratico il medico opera agendo su un joystick del tutto simile a quello di un videogame, attraverso il quale controlla lo strumento chirurgico. Il robot media il movimento della mano, ne riduce l'ampiezza in base a una scala predefinita ed elimina qualsiasi tremore o spostamento inopportuno.

 

Uno spostamento di un centimetro del joystick, per esempio, corrisponde a un movimento di un decimo di millimetro dello strumento. Il campo operatorio è visualizzato in altissima risoluzione su uno speciale schermo binoculare simile al visore di un microscopio.

 

I vantaggi. MUSA è già stato sperimentato con successo in chirurgia oncologica e rispetto agli interventi tradizionali offre il vantaggio di una minore invasività, ferite più piccole e tempi di recupero più veloci. Il costo? Non è ancora stato reso noto, ma sicuramente si misurerà in milioni di euro.

 

MUSA non è il primo robot per la chirurgia assistita: tempo fa abbiamo abbiamo parlato di DaVinci e di come può aiutare i medici in sala operatoria. Obiettivo di MUSA è quello di arrivare là dove DaVinci si ferma, e cioè nel campo dell'infinitamente piccolo.

 

7 marzo 2020 | Rebecca Mantovani