Strade furbissime per automobilisti un po' tonti

Come saranno le strade su cui guideremo tra 10 o 15 anni? Probabilmente intelligenti, se non più di noi almeno abbastanza per portaci a destinazione sani e salvi

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Strada intelligente

Ma se gli automobilisti si distraggono, non rispettano le regole del buon senso e del codice della strada, come si possono evitare gli incidenti? Semplice: basta mettere al volante qualcuno, o qualcosa, che sia più affidabile di loro.
Lo stanno facendo gli inglesi sulla tangenziale di Londra, la M25, dove dal mese di giugno 2009 è in fase di sperimentazione ISA (Intelligent Speed Adaption), un rivoluzionario dispositivo capace di obbligare i conducenti a mantenersi entro i limiti  imposti dalla legge. ISA identifica posizione e velocità delle vetture dialogando con il sistema GPS di bordo, confronta queste informazioni con quelle contenute nel suo database e interviene direttamente sul motore dei veicoli limitandone la potenza in modo che non possano superare le velocità previste in quel tratto di strada. ISA può essere comunque utilizzato anche in una maniera meno invasiva: tramite uno smile disegnato su uno schermo comunica al conducente se la sua condotta di guida è virtuosa o meno e suggerisce eventuali correttivi. Attualmente ISA è installato in via sperimentale su un autobus e 20 taxi e secondo le previsioni degli esperti inglesi dovrebbe ridurre gli incidenti del 10% circa.

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TORRI DI CONTROLLO AUTOSTRADALI
Meno invadenti ma altrettanto utili sono i sistemi elettronici di monitoraggio del traffico in grado di seguire le auto nei loro spostamenti e rilevando in tempo reale incidenti, veicoli fermi e anomalie del traffico. Uno dei più evoluti è Deep View: sviluppato da un’azienda italiana è stato testato con successo per oltre due anni sull’autostrada Venezia-Trieste.
Deep View utilizza impianti radar collocati a tre chilometri di distanza l’uno dall’altro che seguono le auto proprio come fanno le torri di controllo con gli aerei. Se rilevano incidenti, code, nebbia o altre condizioni meteo avverse allertano le forze dell’ordine ma anche i singoli automobilisti attraverso messaggi sui display luminosi, messaggi audio sui canali della radio, e allarmi sui navigatori GPS: dopo la sperimentazione, costata 3 milioni di euro, l’obiettivo è ora quello di estendere Deep View al 30% della rete autostradale italiana.

 


LA DISTANZA DI SICUREZZA

Lo spazio di frenata di un veicolo non dipende solo dalla sua velocità, ma anche dal tempo di reazione del conducente, dall’efficienza dei freni, dagli pneumatici, dal peso del veicolo e da altri fattori come il fondo stradale e le condizioni meteo. Facciamo un esempio. Un veicolo che viaggia a 100 km/h percorre in un secondo 27,8 metri. Il tempo di reazione di un persona normale è di circa 7 decimi di secondo: in questo lasso di tempo l’auto percorre altri 19,4 metri. Altri 3-4 decimi di secondo, circa 11 metri, passano da quando viene premuto il freno a quando l’auto inizia effettivamente a rallentare. Indicativamente, un’auto che viaggia a 100 km/h sull’asciutto ha quindi bisogno di circa 60 metri per fermarsi. In generale la distanza di sicurezza non deve mai essere inferiore alla distanza percorsa nel tempo di reazione, circa 1 secondo).

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LA STRADA CHE TI GUIDA
Ma qualcuno si sta già spingendo oltre: l’Unione Europea ha finanziato recentemente con oltre 80 milioni di euro un progetto per la sicurezza nel quale sono coinvolti case automobilistiche, aziende del comparto tecnologico e gestori di reti stradali. Obiettivo del progetto è quello di mettere a punto un sistema che sfruttando le tecnologie wireless permetta alle auto di dialogare tra loro, con la strada e con lo spazio circostante, per esempio per modificare la sincronizzazione dei semafori in modo da regolare i flussi di traffico secondo le esigenze così da evitare pericolose code e rallentamenti, oppure per avvisare i conducenti della presenza di ostacoli improvvisi sulla strada. Molte case automobilistiche di primo piano tra cui Fiat, Nissan, Toyota e altre hanno già presentato dei prototipi funzionanti e prevedono l’introduzione di queste tecnologie tra il 2015 e il 2020. E non saranno nemmeno troppo care, visto richiederanno solo l’aggiunta di qualche componente elettronica alle auto.

NON SOLO HI-TECH
Ma la sicurezza stradale non è fatta solo da elettronica super- sofisticata: anche un materiale semplice come la gomma riciclata può rivelarsi un alleato prezioso degli automobilisti. Per esempio quando viene polverizzata e mescolata all’asfalto per dare vita ai nuovi fondi stradali ad alta aderenza, che facilitano lo smaltimento dell’acqua piovana e riducono sensibilmente il fenomeno dell’acqua planning e dello spray, ossia il sollevamento da parte degli pneumatici di fitte nuvole di acqua nebulizzata che riducono la visibilità.
Sono facilmente riconoscibili per il colore scuro, quasi nero, molto differente dal grigio chiaro degli asfalti tradizionali e sono sempre più diffusi su tutta la rete stradale e autostradale.

Strade elettroniche

ASFALTO ANTIGELO
Molto più hi-tech sono invece le nuove coperture anti neve e anti ghiaccio che vengono realizzate aggiungendo al comune bitume speciali additivi chimici. Si tratta in pratica di asfalti che contengono al loro interno dei polimeri anti gelo capaci di abbassare di qualche grado il punto di congelamento dell’acqua. Queste pavimentazioni, già disponibili sul mercato e attualmente in fase di sperimentazione in alcuni comuni della provincia di Como, sono numerosi: entro certi limiti evitano la formazioni di ghiaccio sulle strade, facilitano il lavoro dei mezzi spalaneve, diminuiscono in modo sensibile la perdita di aderenza degli pneumatici sul fondo stradale.

SICURI ED ECOLOGICI
L’informatizzazione delle infrastrutture stradali potrebbe portare grandi vantaggi anche sul fronte dell’ecologia e del risparmio energetico: per esempio ottimizzando e fluidificando i flussi di traffico così da evitare le lunghe code e i rallentamenti che oltre a farci perdere la pazienza ci fanno consumare inutilmente carburante. Si calcola che nel 2004, solo negli Stati Uniti sia siano consumati 10 miliardi e 442 milioni di litri di benzina a causa del traffico.

Strada verde e tecnologica

01 Settembre 2010