Ci piacciono le innovazioni. Ma solo quelle vere

Negli ultimi 30 anni siamo stati travolti da ondate di novità nel campo dell'information technology: ma sono tutte reali innovazioni?

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Ieri sera, 22 ottobre 2012, Apple ha presentato i suoi nuovi prodotti. Lo stesso ha fatto Nokia (ora Microsoft), idem si appresta a fare Samsung. I player tecnologici più importanti di sempre, quelli che hanno davvero cambiato la nostra vita, ci comunicano, almeno un paio di volte l’anno, le novità. E lo fanno creando l’aspettativa di eventi sempre più collettivi, massificati, sociali. A noi, inutile negarlo, piacciono. Perché ci fanno sentire parte di quella stessa innovazione.

Che cos'è una innovazione?
Un processore più veloce, uno schermo a risoluzione maggiore, una fotocamera più sensibile alla luce, una batteria che dura di più, un tablet più leggero sono innovazione? Per molti lo sono, ma non tutti ne sono convinti. Dal punto di vista di un utente, che cos’è "innovazione"? Nel campo della tecnologia di consumo, innovazione è ciò che cambia il modo di fare le cose: è quello che ti fa smettere di farne alcune e ti fa iniziare a farne altre.

1984, il mondo cambia
Se teniamo buona quest’ultima definizione, il nostro concetto di innovazione cambia. Fino al 1984, per usare i computer occorreva conoscere un certo linguaggio. E avere la capacità (che pochi avevano) di digitare roba complessa sulla tastiera. Bisognava saper programmare: costruire, cioè, gli strumenti per lavorare, gestire le ricette, scrivere una lettera.
Nel 1984 la Apple innova i computer, con il mouse e lo schermo bitmappato.
Andy Wahrol, usando MacPaint di Bill Atikinson esclama «Ho disegnato un cerchio!». E molte migliaia di persone scrivono lettere, cambiano i caratteri, realizzano bollettini scolastici. Cose che fino ad allora non era facile fare al computer.
Microsoft, nel 1995, grazie a un marketing migliore, porta al mondo mouse e schermo bitmappato con Windows 95. Diventa comune fare “copia e incolla” su testi, grafici e, pian piano, fotografie.

Innovazione musicale
Ancora qualche anno e la comparsa del formato audio Mp3, stravolge non soltanto il nostro modo di ascoltare musica: con l’avvento dei primi lettori e con l’uscita di iPod e iTunes, cambia l’intera industria discografica.
Alla fine degli anni ‘90 arrivano telefonini realmente semplici da usare: Nokia trasferisce proprio dal mondo dei pc l’uso di icone e segni grafici, surclassando i tradizionali (e bizantini) telefoni Motorola. Negli anni 2000 tocca ai computer da tavolo, i desktop: abbandonano il tubo catodico e diventano piatti come quadri. Questo cambia il luogo fisico dove un computer può stare, da un angolo dello studio, alla scrivania infine al centro della scrivania.

Innovazione tattile

Nel 2007, con il primo iPhone, arriva lo schermo multi touch. Che darà vita (e successo) ai tablet e ai lettori di ebook.
Ora: cosa è accaduto dal 2007 a oggi? I processori sono diventati più potenti. Le foto digitali sono più definite. Gli schermi più grandi. Gli hard disk più veloci e senza parti mobili. Ci sono state, insomma, molte evoluzioni industriali. Naturali evoluzioni industriali. A volte, purtroppo, spacciate per innovazioni.

Il futuro dell'innovazione
C’è ancora spazio per innovare? Sì, senza dubbio. Abbiamo bisogno di interfacce nuove, che ci facciano mettere via tastiera e mouse e gettare nella spazzatura i telecomandi (o meglio, gettarli tra i Raee perché si fa così).  Quando mio figlio (che ha 3 anni) viene sgridato perché tocca lo schermo del televisore per cambiare canale, mi guarda in modo strano: «Scusa papà… perché l’iPad lo devo toccare e questo grosso iPad attaccato al muro invece no?». Ha ragione lui. Come comandare computer, tv e impianto domotico di casa? Con interfacce vocali tipo Siri o Google, forse. Esistono già da anni (Via Voice di Ibm, per esempio, un software che permette di dettare a Word), ma funzionano? Sì, all’80/90%. Quindi, no non funzionano. Perché il puntatore del mouse, invece, non è preciso “al 90%”. È preciso e basta. Siri e gli altri software di riconoscimento vocale saranno il nuovo standard quando (e se) funzioneranno. E lo stesso vale per i sistemi di comando gestuale di console e tv: Kinect di Microsoft è un ottimo prodotto. Ma non è la nuova interfaccia di comunicazione. Come non lo sono il Remote di Wii o il sistema sulle Smart Tv di Samsung. Che funzionano tutti bene. Abbastanza bene. O benino.

23 Ottobre 2013 | Carlo Dagradi