Quando sono stati inventati i microchip?

Il primo passo risale al 1958 (11 anni dopo l’invenzione del transistor) quando Jack Kilby, un ingegnere appena assunto alla Texas Instruments, riuscì a installare su una piastrina di silicio...

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Il primo passo risale al 1958 (11 anni dopo l’invenzione del transistor) quando Jack Kilby, un ingegnere appena assunto alla Texas Instruments, riuscì a installare su una piastrina di silicio transistor, resistori, diodi, condensatori e relativi collegamenti, ottenendo il chip, ovvero il primo circuito integrato.
Una stanza in tasca. Per avere un’idea del valore di questa invenzione basti pensare che i circuiti che permettevano il funzionamento del primo calcolatore elettronico occupavano un’intera stanza per fornire le stesse prestazioni che ora vengono svolte dalle calcolatrici tascabili. Successivamente, nel 1971, tre ingegneri elettronici dell’Intel, tra i quali l’italiano Federico Faggin, misero a punto il microchip, un supercircuito integrato che riuniva in un unico oggetto le funzioni di diversi chip: si trattava di una scaglia di 4 per 3 millimetri che conteneva 2.250 transistor, programmabile per svolgere tutte le operazioni aritmetiche, logiche e di controllo necessarie a un computer, ma anche a una scheda telefonica o a un elettrodomestico.

28 Giugno 2002