Innovazione

Pyeongchang 2018: le Olimpiadi Invernali dei robot

8 robot si sono sfidati in una gara di slalom sulle stesse piste dei Giochi Olimpici Invernali per "umani": rotoloni a parte, non se la sono cavata male.

Si chiamano Rok-2, Alexi, Tibo e Skiro: sono alti poco più di mezzo metro e il freddo è uno dei loro peggiori nemici. Eppure questi quattro atleti sono stati i protagonisti di una delle gare più divertenti tra quelle disputate ai Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang, in Corea del Sud. I quattro "nanerottoli" sono i robot che, insieme ad altri loro simili, si sono sfidati sulle piste dell'Edge of Robot Ski Challenge, uno speciale slalom per automi organizzato nel contesto dell'olimpiade coreana.

Progettati per scivolare. A contendersi i 10.000 dollari di premio c'erano 8 robot, costruiti da università ed enti di ricerca. Per partecipare alla competizione le macchine dovevano avere caratteristiche ben precise: dovevano essere bipedi, dotate di giunture su ginocchia e gomiti, essere alte almeno 50 centimetri ed essere equipaggiate con fotocamere o altri sistemi di visione (per evitare gli ostacoli).

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L'atleta di Taekwon V: 75 cm per 43 kg di peso.

La gara è stata in parte compromessa dalle temperature estremamente rigide che hanno messo in crisi gli atleti meccanici e costretto gli ingegneri a "vestirli" con tute da sci e maglioni, nel tentativo di evitare inopportuni congelamenti.

Il campione. Alcuni robot hanno terminato la gara ruzzolando lungo il pendio, ma in generale la manifestazione è stata un successo: ha vinto il team Taekwon V con un umanoide alto circa 75 centimetri che (lo diciamo per i nostalgici) solamente nel nome ricorda i non-transformer esperti nell'arte marziale del taekwondo (da cui il nome).

Dal punto di vista tecnologico la sfida è stata tutt'altro che semplice: «Abbiamo costruito un robot che utilizza 21 micro motori per imitare i movimenti di un essere umano sugli sci», spiega Sam Lee, responsabile di Mini Robot Corporation, «e di fotocamere e sensori per riconoscere il blu e il rosso delle porte sulla pista».

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Olimpiadi: gli sport più strani (che ora non ci sono più).

Robot in crowdfunding. I robot che hanno partecipato alla gara dovevano essere capaci di risolvere in una frazione di secondo tre diversi problemi: identificare gli ostacoli, studiare una traiettoria e reagire ai cambiamenti di pendenza. Visti all'opera... sembravano bambini alla loro prima lezione di sci.

Alcune delle macchine in gara sono state costruite grazie ai finanziamenti raccolti in rete: sulla pagina Facebook dedicata alla manifestazione ci sono le loro storie e le schede con le caratteristiche tecniche (per lo più in coreano, supponiamo).

15 febbraio 2018 Rebecca Mantovani
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