Le invenzioni nate dalla ricerca spaziale

Le ricadute pratiche della ricerca spaziale nella vita di tutti i giorni sono molto più frequenti e importanti di quanto ci potrebbe sembrare in termini di nuovi materiali e tecniche innovative. Ecco alcuni esempi degli ultimi anni e dovuti (anche) alla ISS.
Guarda anche: il compleanno della ISS - Com'è fatta la Stazione spaziale

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analisi

Tra le “ispirazioni” provenienti dallo spazio ci sono i coagulometri tascabili, apparecchi che permettono a chi affronta terapie anticoagulanti di tenere sotto controllo lo stato del proprio sangue.

Un modello innovativo, più compatto e rapido da usare, è stato messo a punto dalla startup inglese Microvisk: si basa su speciali microsensori già utilizzati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per monitorare i liquidi presenti all’interno dei sistemi di raffreddamento e altri circuiti idraulici.

ams2

Nuove protesi per disabili, leggere e resistenti, sono state costruite grazie all’AMS-2, il rilevatore di particelle che, sulla Stazione Spaziale Internazionale, va a caccia di antimateria e materia oscura.

Lo ha fatto l’azienda tedesca Isatec che, dopo aver costruito alcuni componenti dell’AMS-2, ha impiegato gli stessi materiali (fibra di carbonio e compositi) nel campo delle protesi.

Tra i “collaudatori”, il campione paralimpico di atletica tedesco Czyz Wojtek che, grazie anche a questi supporti, ha realizzato il record del mondo di salto in lungo (a oggi ancora imbattuto).

lancio

I pompieri usano i visori termografici a infrarossi per localizzare i focolai e le persone da soccorrere durante gli incendi. In elettronica li usano per individuare circuiti surriscaldati, mentre nelle costruzioni possono evidenziare eventuali difetti di tenuta nelle guarnizioni termiche.

I modelli più evoluti adottano il Qwip, una tecnologia messa a punto al Jet Propulsion Laboratory della Nasa per “analizzare” gli scarichi incandescenti dei razzi al decollo e per studiare l’atmosfera dei pianeti.

cmos

Dice niente la sigla “cmos”? È il nome di un tipo di sensore utilizzato nelle fotocamere digitali: un circuito che trasforma in segnale elettrico l’immagine catturata dall’obiettivo.

Una delle sue varianti più diffuse oggi (il cmos-aps, usato per fotocamere e alcuni telefonini) fu messo a punto 10 anni fa dalla Nasa: per le dimensioni e i consumi ridotti (rispetto alle alternative dell’epoca) viene da allora impiegato per equipaggiare satelliti e sonde spaziali.

pataine

Nella produzione delle patatine, è critica la fase dell’impacchettamento: per non rompersi, le patatine devono cadere nella busta con velocità e traiettoria perfette. Per calcolarle, un costruttore di sistemi per il confezionamento (Rovema) ha impiegato modelli e simulazioni numeriche usati dall’Agenzia Spaziale Europea per calcolare le traiettorie di alcune sonde, come il sistema che ha "deposto" il rover Curiosity su Marte.
Il risultato? I produttori che adottano questo sistema imbustano le patatine a una velocità fino al 50% maggiore

shuttle

Si chiama Cronidur30 ed è una speciale lega di acciaio impiegata per realizzare coltelli, taglieri e lame.

Questo materiale, sviluppato inizialmente per realizzare le pompe del carburante dello space shuttle, è estremamente duro e resiste alla corrosione 100 volte di più degli acciai “normali”.

È proprio grazie a queste qualità che i coltelli in Cronidur30 mantengono più a lungo “il filo” e hanno una lama più stabile. E per lo stesso motivo la lega viene impiegata anche per realizzare alcuni strumenti chirurgici.

partenza

Se oggi è possibile eliminare, al computer, i difetti dei video girati con le nostre fotocamere, il merito è anche dello space shuttle.

Attorno al 2000, per analizzare i filmati relativi alle fasi di lancio della gloriosa navetta, la Nasa sviluppò alcune tecnologie per migliorare le immagini, per esempio per eliminare l’effetto “mosso” o correggere i colori.

Questi effetti sono poi stati inclusi da alcuni produttori di software nei programmi di “videoritocco” oggi in commercio.

awerogel

La Nasa ha sviluppato l’aerogel per proteggere dal freddo le sonde inviate su Marte. La sua prima applicazione terrestre è italiana: Corpo Nove, azienda specializzata in abbigliamento tecnico, lo ha usato per realizzare il giubbotto Absolute Zero che ne sfrutta le straordinarie qualità termiche (isola a temperature comprese tra –50 e i 3.000 gradi centigradi) e la leggerezza da record (composto per il 99% da aria, è la sostanza solida più leggera).

Tra le “ispirazioni” provenienti dallo spazio ci sono i coagulometri tascabili, apparecchi che permettono a chi affronta terapie anticoagulanti di tenere sotto controllo lo stato del proprio sangue.

Un modello innovativo, più compatto e rapido da usare, è stato messo a punto dalla startup inglese Microvisk: si basa su speciali microsensori già utilizzati a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per monitorare i liquidi presenti all’interno dei sistemi di raffreddamento e altri circuiti idraulici.