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Nelle metropoli il pericolo smog viene dalla troppa luce

Lo dicono gli esperti.

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L'inquinamento è una delle tante conseguenze nocive delle modifiche che l'uomo opera sull'ambiente che lo circonda. Esistono vari tipi di alterazione, tra le più gravi ci sono le piogge acide o l'effetto serra, ma ultimamente gli scienziati hanno constatato un nuovo fenomeno che interesserà sempre più da vicino buona parte della popolazione occidentale.

 

Il nuovo fenomeno è il risultato dell'inquinamento luminoso che si crea nelle aree urbane, a causa dell'illuminazione perenne di automobili, costruzioni e lampioni. L'inquinamento luminoso è quindi collegato allo smog: un elemento fondamentale è il radicale nitrato, che permette all'aria di depurarsi durante le ore notturne, ma agisce solo nell'assenza di luce, perché di giorno si disintegra.

 

Nel caso delle grandi città come Los Angeles, città culla della contaminazione, il continuo chiarore non permette al nitrato di compiere il proprio lavoro provocando nuovo inquinamento da ozono, giorno dopo giorno. Gli esperti sconsigliano una rimozione generale di radiazioni luminose cittadine, mentre propongono uno spostamento della traiettoria, cosicché il cielo non venga colpito e il nitrato non subirà nessun effetto.

 

Scritto da: Alice Ajmar

 

Photo credits: http://www.flickr.com/photos/cestomano/2222529405/

 

17 dicembre 2010 | Stefano Caneva