Miniere vegetali

Piccole pianticelle estrarranno dal terreno particelle d'oro. Per usarle nelle nanotecnologie.

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Miniere vegetali
Piccole pianticelle estrarranno dal terreno particelle d'oro. Per usarle nelle nanotecnologie.

 

Una pianticina di alfalfa, di solito utilizzata per foraggio.Una ricerca è tesa ad usarla per  estrarre l'oro dal terreno.
Una pianticina di alfalfa, di solito utilizzata per foraggio.
Una ricerca è tesa ad usarla per estrarre l'oro dal terreno.

 

Le piante di erba medica potranno essere utilizzate come miniere d'oro: non forniranno ciò che serve per realizzare gioielli e orologi, ma preziose microparticelle per l'industria nanotecnologica. I frammenti d'oro, non più grandi di un miliardesimo di metro, potranno essere infatti utilizzati per per ottenere colloidi d'oro, impiegati come coloranti in vetro e smalti, ma anche semiconduttori sempre più miniaturizzati. Rispetto ai materiali attualmente in uso hanno una maggiore resistenza all'ossidazione, e migliori conducibilità elettrica e termica. La produzione di nanoparticelle d'oro viene già effettuata, ma il procedimento avviene per via chimica e produce rifiuti altamente inquinanti. Le piante invece, oltre all'acqua e ai sali minerali, estraggono dal terreno tramite le radici anche i metalli. E uno studio in corso all'Università del Texas, finanziato dalla Agenzia americna per l'ambiente, dovrebbe verificare la loro effettiva efficacia. Coltivate su un substrato contenente oro, le piantine sono state sottoposte a una indagine spettroscopica per verificare se contenevano l'oro, e se le particelle avevano le proprietà richieste. Ora resta da capire come estrarlo, anche se sembra che il sistema più semplice, il centrifugato, sia anche quello migliore.

(Notizia aggiornata al 17 settembre)

 

17 settembre 2002