Innovazione

Il materiale che si autoripara in 1 secondo

È una resina liquida che solidifica a contatto con l'ossigeno: la ricerca, finanziata dalla NASA, ha applicazioni in molti campi.

Ricercatori dell'Università del Michigan hanno messo a punto un materiale autoriparante particolarmente promettente perché impiega nettamente meno tempo di altri sistemi: la ricerca, pubblicata su ACS Macro Letters (rivista della American Chemical Society), parla di secondi. In casi particolari addirittura di un solo secondo.

Come Terminator. Il materiale in questione è una sorta di resina liquida che si solidifica appena entra in contatto con l'ossigeno. Da qui la suggestione dell'American Chemical Society, che lo paragona al metallo liquido di Terminator 2.

La resina che si ripara da sola
Immagine a corredo della ricerca pubblicata dalla American Chemical Society: è una rappresentazione del funzionamento della resina. © American Chemical Society

Proiettili o detriti. Per essere efficace la resina deve essere inserita tra due pannelli, in modo che non sia esposta all'ossigeno. Non appena qualcosa perfora i pannelli, ad esempio un proiettile o un detrito nello spazio, la resina reagisce immediatamente con l'ossigeno e "ripara" il danno.

Le applicazioni. Questa sua qualità, sottolineano i ricercatori, potrebbe renderla utile per migliorare la sicurezza delle pareti di un'autocisterna che trasporta sostanze pericolose, oppure la carlinga di un aeroplano o quella di un veicolo spaziale. Naturalmente, considerata soprattutto l'applicazione nello spazio, un ulteriore sviluppo della ricerca e una conseguente riduzione dei tempi di solidificazione, potrebbe davvero scongiurare i danni di un'improvvisa depressurizzazione con annessa perdita di ossigeno.

31 agosto 2015 Aldo Fresia
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