Innovazione

Io credevo che… Luoghi comuni e falsi miti a quattro ruote

Il modo di guidare degli italiani (ma non solo) è viziato da luoghi comuni e falsi miti. Meglio sfatarli e, una volta seduti al volante, adottare i comportamenti corretti.

Secondo un'indagine condotta nel 2006 da Autostrade per l’Italia, l'ente che gestisce la rete autostradale del nostro paese, il comportamento degli italiani al volante è viziato da luoghi comuni ed errate convinzioni, che spesso si traducono in manovre pericolose, o peggio, in incidenti.

In caso di incidente i sedili posteriori sono più sicuri e non è quindi così indispensabile allacciare le cinture di sicurezza.
QUESTA AFFERMAZIONE È FALSA, MA È CONDIVISA DAL 84% DEGLI INTERVISTATI!

In realtà oltre il 20% delle vittime di incidenti stradali viene sbalzato fuori dall’auto e in molti casi si tratta di passeggeri dei sedili posteriori che non avevano le cinture allacciate.
Un corpo non assicurato al sedile può essere pericoloso anche per gli altri passeggeri: in caso di urto a 80 Km/h una persona che pesa 65 Kg viene proiettata in avanti con una forza di oltre 3 tonnellate.

IL RUOLO DELLA VELOCITÀ

Non basta avere i riflessi pronti e nemmeno l’ultimo modello di supercar ultra tecnologica: che piaccia o no, la velocità gioca un ruolo fondamentale nel numero degli incidenti e nella loro gravità. Lo conferma anche l’OMS nel rapporto Global Status Report on Road Safety. Ma che relazione c’è tra velocità e sicurezza? Ecco le evidenze statistiche:
* un aumento della velocità media è direttamente correlato alla probabilità di avere un incidente e alla gravità delle conseguenze.
* un aumento della velocità media del 5% causa un aumento del 10% nel numero di incidenti con feriti e del 20% in quelli con morti.
* i pedoni hanno una probabilità del 90% di salvarsi se vengono investiti da un’auto che procede a meno di 30 km/h. Questo valore crolla al 50% se l’auto viaggia a 45 km/h.
* l’adozione di zone con velocità limitata a 30 km/h può quindi favorire la riduzione degli incidenti con feriti e morti. E secondo l’OMS in nessun caso, all’interno delle aree urbane e dei centri abitati, le autorità locali devono consentire la circolazione a più di 50 km/h.

In caso di pioggia l’asfalto drenante consente di andare più veloci e con maggiore sicurezza.

QUESTA AFFERMAZIONE È FALSA, MA È CONDIVISA DAL 53% DEGLI INTERVISTATI!

Se si viaggia in condizioni di affaticamento ci sono molti metodi per rimanere svegli (ad esempio rinfrescarsi, parlare con il compagno di viaggio, ascoltare la radio, etc..).

QUESTA AFFERMAZIONE È FALSA, MA È CONDIVISA DAL 50% DEGLI INTERVISTATI!

Lungo i tratti rettilinei e in condizioni di scarso traffico, se si superano i limiti di velocità si rischiano soprattutto i punti della patente.
QUESTA AFFERMAZIONE È FALSA, MA È CONDIVISA DAL 60% DEGLI INTERVISTATI!
Circa il 70% degli incidenti mortali avviene in tratti autostradali rettilinei; le autostrade più scorrevoli e meno trafficate hanno generalmente tassi di mortalità più elevati della media. Tali condizioni di guida, infatti, inducono ad aumentare la velocità riducendo di conseguenza tempo e spazio disponibili per reagire a eventuali imprevisti. L’eccesso di velocità è la prima causa di incidente mortale, provocando oltre il 50% delle morti.

Il rischio di incidente è più elevato in galleria e nelle autostrade di montagna.
QUESTA AFFERMAZIONE È FALSA, MA È CONDIVISA DAL 70% DEGLI INTERVISTATI!
Il pericolo non è un dato assoluto ma relativo. Più è alta la percezione del pericolo, più la guida è prudente e minore il rischio. In galleria, per esempio, si registra circa il 3% delle morti per incidente, a fronte di un’estensione chilometrica pari al 5% della rete. Questo è anche il motivo per cui sulla tratta appenninica Firenze – Bologna, caratterizzata da condizioni meteorologiche peggiori, maggior traffico di camion e pullman e da un tracciato tortuoso, il tasso di mortalità è quasi la metà della media nazionale.

I NUMERI DELL'INSICUREZZA

35.000.000: vetture circolanti in Italia.
10.000.000:
multe contestate ogni anno in Italia.
1:
il tempo di reazione medio a un imprevisto, in secondi.
27,8: i metri percorsi in un secondo da un auto a 100km/h (mezzo campo da calcio).
80:
minuti necessari per percorrere 200 km a una media di 130Km/h.
75:
i minuti necessari per percorrere 200 km a una media di 150 km/h.

Un paio di bicchieri di vino o di birra lasciano sostanzialmente inalterate le capacità di guida.

QUESTA AFFERMAZIONE È FALSA, MA È CONDIVISA DAL 32% DEGLI INTERVISTATI!

(Fonte: Autostrade per l'Italia S.p.A.)

24 ottobre 2010
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