Lo specchietto che ci guida e ci soccorre

E' sia GPS che antifurto.

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Dopo gli smartphone arriveranno le smartcar, ne siamo certi, ma prima di poter sperimentare su strada forme d’integrazione futuribili, come quelle progettate da Google e Ford, dovremo attendere ancora qualche anno. La pazienza non è il vostro forte? Nessun problema, ora potete avere un assaggio dell’auto che verrà senza dover correre al concessionario più vicino, grazie ad OnStar FMV.

 

Questo non è altro che lo specchietto retrovisore 2.0: in parole povere, sostituito a quello montato di serie nella nostra automobile, oltre a svolgere la funzione per cui è nato, funge anche da navigatore satellitare, con tanto d’istruzioni vocali turn-by-turn, da kit vivavoce con collegamento Bluetooth, nonché da antifurto satellitare; inoltre, in caso di incidente, avvisa automaticamente le forze dell’ordine e le informa della nostra posizione. Ovviamente, è un po’ più grande dei modelli per così dire “tradizionali” - e non poteva esser altrimenti con tutta quell’elettronica - ma proprio per questo offre una visuale più ampia sulla parte posteriore della nostra macchina. Il sistema FMV - il cui nome sta per “For My Vehicle” - è, come dice l’acronimo stesso, compatibile con quasi tutte le auto in commercio e verrà venduto a partire dalla prossima settimana a meno di 300€, comprensivi delle spese d’installazione. Servizi così avanzati richiedono inevitabilmente una connessione attiva 24 ore su 24 ad un server di riferimento, pertanto non possono prescindere da un abbonamento aggiuntivo: questo costa poco più di 13€ al mese, oppure 140€ circa per un anno intero. La casa automobilistica statunitense General Motors ha deciso di mettere l’FMV a disposizione dei suoi clienti sotto forma di optional per le nuove vetture e chissà che altri marchi non seguano l’esempio e facciano altrettanto.

 

Bisogna riconoscere che questo dispositivo ha tutte le carte in regola per diventare il miglior amico di chi vive per strada, soprattutto per lavoro, perché è funzionale ed ha un costo tutt’altro che proibitivo: vogliamo avanzare solo un paio di proposte che, a nostro avviso, non andrebbero trascurate in un’eventuale seconda versione, ovvero l’integrazione di un sistema di pagamento telematico dei pedaggi autostradali e l’impiego della realtà aumentata nello specchio stesso, che andrebbero ad arricchire notevolmente l’esperienza. E perché allora non installare Android? Non sarebbe affatto male giocare mentre si fa manovra oppure si parcheggia; o meglio ancora essere allertati attraverso social network come Foursquare quando si giunge in prossimità di pubblici esercizi con offerte particolarmente allettanti.

 

20 luglio 2011 | Luca Busani