Innovazione

Lo scarabeo cyborg, col volo telecomandabile

È un insetto vivente (e volante) controllabile come un robot: la creatura ibrida è in fase di avanzato sviluppo a Singapore.

Di blatte cyborg o locuste robotiche da impiegare in missioni di soccorso o nella caccia agli esplosivi abbiamo già scritto: in particolare perché, per quanto ci si possa applicare, non è ancora possibile costruire macchine capaci di muoversi come fanno gli insetti.

Un gruppo di ricercatori di Singapore è ora riuscito nel difficile compito di controllare non solo il movimento, ma addirittura il volo di un insetto, un coleottero: ha creato, cioè, uno scarabeo cyborg che è possibile dirigere con impulsi elettrici.

Chimere dell'aria. Hirotaka Sato, scienziato del Nanyang Technological Institute interessato alla creazione di piccoli robot volanti, ha deciso di aggirare i limiti delle tecnoloogie partendo dagli insetti, nello specifico dal coleottero volante Mecynorhina torquata.

I ricercatori hanno impiantato elettrodi in quattro delle particolari articolazioni che gli scarabei usano per volare, e li hanno usati per farli svoltare a destra o sinistra, riuscendo così a controllare la direzione e anche la velocità: l'accelerazione nel volo è stata infatti ottenuta aumentando la frequenza degli impulsi.

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Il controllo è stato ottenuto applicando impulsi lunghi 150 millisecondi ciascuno, con intervalli di 50 millisecondi: gli animali hanno risposto correttamente ai comandi nel 79% dei casi - com'è stato perfettamente documentato da un sistema di motion capture 3D che ha permesso di monitorare costantemente la posizione degli insetti.

Scorciatoie. L'esperimento non ha accorciato l'aspettativa di vita dei coleotteri, che è di 3-6 mesi, ma non è dato sapere se le creature abbiano provato dolore. In ogni caso il test non è una prova di sadismo fine a se stessa: in futuro, i cyber-coleotteri potrebbero essere reclutati in missioni di soccorso. Dotandoli di sensori infrarossi o per la rilevazione di CO2, per esempio, li si potrebbe impiegare per individuare i superstiti di terremoti o altre catastrofi in luoghi inaccessibili a soccorritori umani.

Rispetto ai droni sopportano meglio le turbolenze, sono meno costosi e anche meglio controllabili, e "resistono" molto più a lungo di una batteria (basta nutrirli). Ora Sato e colleghi stanno lavorando a un modo per controllare e regolare l'altitudine di volo dei bio-robot e per controllare anche il volo stazionario.

6 maggio 2018 Elisabetta Intini
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