Un appello contro l'uso di armi controllate da un'intelligenza artificiale

Esperti, scienziati e intellettuali chiedono al mondo di scongiurare un serio pericolo per il progresso e per l'umanità: l'uso di armi controllate da macchine o dotate di intelligenza artificiale.

terminator

Scienziati e intellettuali di tutto il pianeta hanno firmato una lettera aperta presentata durante l'IJCAI-15, la Conferenza Internazionale sull'Intelligenza Artificiale (Buenos Aires, 25-31 luglio 2015): l'appello chiede ai governi di scongiurare la proliferazione di armi controllate da macchine.

 

I nomi. Tra i firmatari ci sono oltre 2000 ricercatori nell'ambito della robotica e dell'intelligenza artificiale. Un nome fra tutti: Stuart Russell, docente a Berkeley e autore di un manuale di riferimento per la materia (Artificial Intelligence: a Modern Approach). Accanto agli specialisti ci sono anche le firme di più di 10mila persone, fra le quali nomi del calibro di Stephen Hawking, Noam Chomsky e Steve Wozniak.

 

I Kalashnikov del futuro. La preoccupazione principale dei firmatari è il rischio di una nuova corsa agli armamenti, ancora più pericolosa di quella nucleare perché meno costosa e complessa da perseguire, dunque più facilmente utilizzabile da terroristi, dittatori, signori della guerra. È allora responsabilità delle grandi potenze non dare il via a questo fenomeno, «altrimenti una corsa globale agli armamenti sarebbe inevitabile e le armi autonome diventeranno il Kalashnikov del domani».

 

 

L'opinione pubblica. C'è una seconda preoccupazione: la maggior parte degli scienziati non ha intenzione di costruire armi e teme che i benefici sociali dell'intelligenza artificiale possano essere messi in secondo piano se la sua applicazione in campo militare provocherà una reazione negativa da parte dell'opinione pubblica.

 

31 Luglio 2015 | Aldo Fresia