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Le console sono morte, parola del creatore di Angry Birds

Parole dure dal CEO di Rovio.

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Lasoftware houseRovio ha avuto la fortuna e la genialità di realizzare un videogame tanto semplice quanto divertente e, soprattutto, coinvolgente, come Angry Birds. Almeno una volta l’avrete provato più o meno tutti, chi sul proprio iPhone, chi sul googlefonino di qualche amico oppure addirittura sull’iMac di papà e sono in tanti ad attendere il suo sbarco sulle consoleportatili di casa Nintendo e su Facebook. Il gioco è diventato in breve tempo un successo planetario, questo è innegabile, e come tutti sanno il successo talvolta dà alla testa, ma forse non è solo colpa di un istante di ordinaria follia se Peter Vesterbacka, CEO di Rovio, è arrivato ad affermare che le console stanno morendo.Il settore videoludico gode di ottima salute, ne abbiamo parlato giusto ieri, ma secondo il manager finlandese il futuro sarà tutto dei giochi che sapranno adattarsi al maggior numero di piattaforme possibili - la solita integrazione, appunto -, manterranno costi estremamente contenuti e s’aggiorneranno con costanza, risolvendo bug ed offrendo nuovi contenuti aggiuntivi. A suo avviso, i produttori storici di console dovranno cambiare radicalmente il loro atteggiamento di mercato, perché rischia di diventar inaccettabile una spesa di oltre 50€ per titoli dalla longevità alquanto limitata e con una rigiocabilità pressoché nulla. In verità, anche il celebre programmatore David Jaffe ha criticato l’idea che sta prendendo piede tra gli addetti ai lavori che l’imitazione di dinamiche cinematografiche e l’impiego di motori grafici sempre più complessi ed accattivanti siano sinonimi di qualità assoluta nel campo videoludico; mentre di parere completamente opposto è Saturo Iwata, il presidente di Nintendo, il quale recentemente ha stigmatizzato la frammentazione del settore mobile, che sta portando allo sviluppo di una miriade di videogiochi in buona parte trascurabili.Chi avrà ragione? Solo il tempo potrà dircelo; nel frattempo, invece, fa bene Rovio a spremere fino all’ultima goccia dalla sua gallina, anzi, aquila dalle uova d’oro, tra partnership importanti e merchandising a 360°: oltre ad una comparsata durante l’ultimo Super Bowl, Angry Birds comprende ora anche una linea di simpaticipeluche ed un divertente gioco da tavolo. Mica male per un videogame da pochi centesimi, considerato che neppure Assassin’s Creed e Call Of Duty sono arrivati a tanto!

 

20 marzo 2011 | Luca Busani