Innovazione

Le app più originali le inventano bambini

Uno studio evidenzia come i processi creativi dei ragazzi sotto i 13 anni possano portare benefici a un'industria che richiede innovazione continua.

In un ambito estremamente competitivo come quello dei servizi per smartphone, riuscire a inventarsi qualcosa di nuovo può sembrare una missione impossibile. Ma non è così, perlomeno secondo alcuni ricercatori della Libera Università di Bolzano, a detta dei quali trovare l'idea giusta sarebbe letteralmente un gioco da ragazzi.

Dati alla mano, la squadra dell'ateneo ha realizzato uno studio, pubblicato su Sage, che sottolinea come i candidati migliori a scovare idee brillanti per la prossima app o piattaforma per smartphone e tablet siano bambini e ragazzi sotto i 13 anni.

Il campione. Per dimostrare il loro assunto di partenza, i ricercatori hanno preso in considerazione un database di 41mila idee provenienti da un progetto del 2006 e ne hanno isolate in modo casuale 800. Di queste, 400 provenivano da bambini e preadolescenti (di età compresa tra i 7 e i 12 anni) e le rimanenti 400 arrivavano da giovani e adulti (tra i 17 e i 50 anni).

Più originali, più promettenti. Le idee sono poi state sottoposte a due giudici indipendenti ed esperti del settore, che le hanno valutate senza conoscerne la provenienza e secondo diversi criteri come fattibilità, rilevanza e potenziale innovativo.

Le idee provenienti dal gruppo di soggetti più giovani si sono dimostrate non solo più originali, ma anche di maggior successo: trattandosi di spunti risalenti a quasi un decennio fa, i ricercatori hanno infatti potuto metterli a confronto con la prova del tempo. L'81% delle proposte dei ragazzi sono state effettivamente sfruttate per la realizzazione di prodotti e servizi, contro il 69% delle idee provenienti dai più adulti.

SENZA PREGIUDIZI. Dal punto di vista scientifico il risultato non è sorprendente: la creatività diminuisce con l'aumentare dell'età, e un punto di vista meno viziato da nozioni tecnologiche e costrutti logici preesistenti può aiutare a scorgere relazioni e possibilità che a una mente adulta rischiano di sfuggire.

26 agosto 2015 Lorenzo Longhitano
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