Innovazione

Lady Mozilla: così cambieremo il mondo

Intervista a Mitchell Baker, presidente di Mozilla: dopo aver rivoluzionato il web, cambieremo anche il mobile.

Un passato da avvocato, una passione per il trapezio (quello del circo, non quello delle lezioni di geometria) e un’acconciatura spigolosa. Mitchell Baker, presidente di Mozilla dal 1999, non si presenta certo in modo scontato. È una colonna portante di Internet, un mito del Web.

È appena entrata (aprile 2012) nell'Internet Hall of Fame. Nel 2009 ha vinto il Women of vision award dell’istituto Anita Borg e nel 2010 il premio Aenne Burda. Nel 2005 Time l’ha inserita tra i cento scienziati e pensatori più influenti del mondo.

Quattordici anni fa, come avvocato di Netscape, il primo vero web browser, Baker creò la licenza open source che rese libero e disponibile il codice sorgente di Netscape. Oggi è la mamma di Firefox. È il presidente di Mozilla, la fondazione no-profit che sviluppa il browser. Ma è anche “Lizard wrangler in chief” che in italiano suona più o meno domatrice di lucertole in capo. Guida lo sviluppo del più diffuso browser open source domando un esercito di programmatori, la maggior parte dei quali lavora gratuitamente. E proprio da qui partiamo.

Come ci riesce?
Semplice, vado d’accordo con i programmatori. Mi piace quel mix di arte e scienza che è alla base di ogni buon programma.

E il mix dipendenti-volontari?
Una bella sfida. I volontari vanno motivati molto di più. E meglio. Ma in questo ambiente così stimolante, alla fine, anche i dipendenti lavorano meglio. Anche perché il mio compito è aiutare i nostri collaboratori a vedere il quadro generale e a capire come i loro sforzi si inseriscono in un lavoro più ampio: costruire un pezzo di Internet che offra dei benefici per tutti e un valore civile e sociale.

La gente vuole avere un’esperienza del Web più ricca possibile e avere maggiore controllo su di essa.

Come sarà Internet fra cinque anni?
Cinque anni sono un eternità su Internet. Ma un paio di cose sembrano chiare. L'esplosione dei dati continuerà. Vivremo in un mare di dati. Ma il punto è: come riusciremo a ordinare e filtrare tutte queste informazioni? Chi avrà il controllo dei dati? Tutto questo ci farà sentire più potenti o più manipolati?

Belle domande (anche se dovrei farle io). E dunque?

Rispetto a oggi ci saranno molti più dispositivi "intelligenti", in grado di parlare con la rete. Un po’ come avviene oggi con l’elettricità o il gas. Possiamo immaginare una serie di dispositivi connessi alla rete e in grado di fare cose in modo semiautomatico.

Tutto rose e fiori?
Non è detto. Ciò che non è chiaro - e per me è importante - è quanto Internet rimarrà un sistema aperto. Potrebbe trasformarsi in un sistema molto centralizzato nel quale poche aziende e governi saranno il centro di ciò che avviene online.

E questo è male?
Mozilla lavora per costruire un Internet aperto, in cui ogni individuo ha il massimo controllo sulla propria vita. Gli ambienti di elaborazione attuali non sono il mondo che vogliamo come Mozilla. Potranno anche essere eleganti, ma non sono aperti, distribuiti. Non sono ambienti in grado di arricchire e dare più potere alla gente. Cosa che fino ad oggi è stata possibile con il web.
Quindi stiamo cercando di cambiare il futuro di Internet ancora una volta, come abbiamo fatto fino ad oggi. E spero - tra 5 anni - di guardarmi indietro e di poter dire: ce l’abbiamo fatta.

La sfida del futuro riguarda internet mobile. Come la vede?
La sfida più grande riguarda l’integrazione tra ambienti diversi. Oggi il settore dei cellulari è simile a quello dei personal computer prima del Web: ogni azienda ha costruito il suo “giardinetto recintato”, composto da sistemi operativi, app store e applicazioni che funzionano solo sul proprio dispositivo. Questo approccio crea frammentazione e poca libertà di scelta.
La sfida attuale è quella di internet gratuito su dispositivi mobili, e questo è ciò che intendiamo fare con la creazione di un mercato e di un sistema operativo (Firefox OS) realizzato interamente con tecnologie web aperte.

Perché Firefox OS dovrebbe essere migliore di altri?
Il vantaggio è quello di avere un sistema che funziona - e funziona bene - anche su dispositivi molto economici in modo che tutti possano godere della stessa libertà ed esperienza di navigazione mobile. Il lancio ufficiale di Firefox Os è previsto all'inizio del 2013 in Brasile e in altre nazioni dell’America Latina.

Solo un Internet mobile per mercati più poveri?
Non è solo questo. L'obiettivo di Firefox OS è prendere gli aspetti positivi delle App (funzionano bene e sono semplici) e integrarli con gli aspetti tipici del web: libertà, flessibilità e universalità.

Siete stati grandi innovatori. Come avete fatto?
Quando abbiamo iniziato a sviluppare Firefox c’era il monopolio di Internet Explorer. E di Microsoft. Nessuno pensava a un futuro diverso. Tranne uno sparuto gruppo di persone che in Mozilla pensavano che un cambiamento non solo fosse possibile, ma fosse anche necessario. E decisero di mettersi in gioco per cambiare le cose.
"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" descrive bene ciò che ci ha spinto quasi 15 anni fa a metterci in gioco. Avevamo già visto le enormi potenzialità del web e volevamo svilupparlo in un certo modo. E ci siamo riusciti.

Ci riuscirete ancora in futuro?
Sì, ancora oggi Mozilla ha gli stessi valori fondamentali di allora: un mondo aperto e trasparente, la possibilità per i singoli di avere maggior potere e libertà: di scelta, di realizzare i proprio progetti, di sfruttare tutte le possibilità che gli offre la rete.

Con l’arrivo e l’ascesa di Chrome, il lento e inesorabile declino di Explorer, c’è ancora spazio per Firefox?
Assolutamente sì. La gente vuole avere un’esperienza del Web più ricca possibile e avere maggiore controllo su di essa. Firefox fa proprio questo. E soprattutto ha reso il mercato dei browser un mercato competitivo. E innovativo. Ne siamo orgogliosi. E continuereremo a spingere in questa direzione, trascinando il resto di quest’industria in tale direzione. Siamo no profit e possiamo permetterci di esplorare certi ambiti, di essere dei pionieri senza l‘assillo della finanza.

Semplicità, velocità, personalizzazione, sicurezza: qual è il più importante aspetto in un browser?
Sono tutti fondamentali. Ma lasciamo decidere ai nostri utenti qual è il più importante. Dopo tutto siamo tutti diversi e Firefox è stato il primo browser a essere personalizzabile.

E la privacy?
Fondamentale. Oggi più che mai. Navigando lasciamo una serie di informazioni sulla Rete e dobbiamo averne il controllo totale. Per questo stiamo lavorando a una serie di tecnologie che permettano di controllare ciò che lasciamo in giro. Abbiamo sviluppato la tecnologia Do Not Track integrata nei browser. Consente ai navigatori di dire ai siti che visitano - e ai loro inserzionisti - che non desiderano essere monitorati mentre navigano.
Al momento però Do Not Track è uno strumento ancora acerbo: la scelta è solo fra "sì" o "no". Ma stiamo lavorando per fare in modo che si possa dire: questa parte della mia vita la voglio condividere di più, quest’altra la voglio mantenere riservata.

Navigando lasciamo una serie di informazioni sulla Rete e dobbiamo averne il controllo totale. Per questo stiamo lavorando a una serie di tecnologie che permettano di controllare ciò che lasciamo in giro.

Com’è nata la passione per il trapezio?
Un giorno in una scuola elementare ho visto l’attrezzatura da circo: rete, trapezi, scaletta. E non riuscivo a starne lontana.

Trapezista anche nella vita?
Aiuta, ma è un hobby. È molto eccitante, una volta che svanisce la paura. Ci vuole forza, sincronismo e concentrazione mentale. Si impara molto sulle persone con cui si vola. Inoltre, la sensazione di essere per aria e volare è difficile da eguagliare.

E la sua pettinatura? Sembra il logo di Firefox! Una coincidenza?
Sì, assolutamente. Sono rimasta di stucco la prima volta che qualcuno me lo ha fatto notare. Il mio taglio di capelli è venuto molto prima del logo di Firefox. Stavo cercando un taglio che non mi facesse perdere un sacco di tempo ogni mattina a sistemare i capelli in modo che non mi cadessero sul viso.
Sono andata dal parrucchiere e voilà. Ora il mio parrucchiere ha campo libero e può fare ciò che vuole con i miei capelli. Vedo il taglio come una misura della sua creatività e originalità, e per fortuna.

Uno sguardo nella borsetta? Android, Blackberry o iPhone?
Android, in modo da poter usare Firefox con funzionalità di Sync [il sistema per portare facilmente con sé impostazioni e documenti ovunque ci si trovi, NdR].
Apple limita le tecnologie che si possono utilizzare in iOS e questo non si sposa con la nostra filosofia. Possiamo mettere soltanto una “parte” di Firefox su iOS, e al momento non abbiamo intenzione di farlo. Ma stiamo studiando il modo per offrire grandi cose agli utenti di iOS.

E il prossimo cellulare?
Un dispositivo con Firefox OS in modo da poter avere un telefonino integrato con le grandiose caratteristiche del web.

5 ottobre 2012 Gian Mattia Bazzoli
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