Tecnologia

La coppia scoppia? Lo prevede Facebook

Un recente studio americano dimostra come la semplice analisi delle nostre relazioni sociali possa portare alla luce informazioni molto personali, che magari vorremmo tenere nascoste

Volete tenere nascosta una relazione? State lontani da Facebook: secondo una recente ricerca la sola analisi della nostra rete sociale sarebbe sufficiente per identificare la persona con cui abbiamo un rapporto sentimentale e anche di stabilirne la solidità. Agghiacciante? Da un certo punto di vista sì, perchè sarebbe l’ennesima conferma del potere delle informazioni che quotidianamente ciascuno di noi affida a Internet.

La regola dell’amico
Lo studio è stato condotto da Jon Kleinberg, uno specialista di informatica presso la Cornell University con la collaborazione di Lars Backstrom, un programmatore esperto in forza a Facebook. I ricercatori hanno analizzato 1,3 milioni di utenti del social network, opportunamente resi anonimi e selezionati casualmente tra coloro che avevano più di 20 anni e almeno 50 amici tra cui il loro partner. Grazie a un supercomputer hanno messo in correlazione questa enorme mole di informazioni generando oltre 279 milioni di nodi e 8,6 miliardi di connessioni. Lo studio di questi dati ha permesso loro di scoprire che il numero di amicizie in comune tra due partner non è un buon indicatore del loro grado di affinità sentimentale.
Molto più affidabile è il suo opposto, chiamato grado di dispersione, ossia la densità di connessioni tra gli amici degli amici di ciascuno dei due: questo valore è tanto più alto quanto più i network di relazioni di ogni membro della coppia sono scollegati l’uno dall’altro.

Se la coppia scoppia
Nel grafico in figura, la grande nuvola del quadrante superiore indica le relazioni di lavoro, nel quadrante a destra ci sono i vecchi compagni di scuola, mentre il nodo in basso a sinistra che unisce questi due gruppi è il partner del nostro utente cavia.
“Il compagno è una specie di ponte tra i diversi mondi sociali di una persona” spiega Kleinberg in un’intervista concessa qualche giorno fa ai media. L’algoritmo di dispersione messo a punto dai due ricercatori ha individuato correttamente il partner degli individui analizzati nel 60% dei casi.
La cosa strabiliante è che questa “formula magica” sarebbe in grado di individuare anche le relazioni in crisi. Le coppie correttamente identificate ma con una bassa dispersione avrebbero infatti una probabilità di lasciarsi nel giro di due mesi del 50% più alta rispetto alle coppie con alta dispersione sociale.

L’utente è nudo
Interessante ma… a cosa serve? Per esempio a personalizzare sempre di più la nostra esperienza sul social network. Backstrom, non a caso, è uno degli ingegneri responsabili del flusso di news che vediamo sulla nostra pagina Facebook. Per il social network è importante conoscere in maniera sempre più approfondita la forma della nostra rete di relazioni, per mostrarci contenuti sempre più in linea con le nostre aspettative. Per esempio offrendoci nelle prime posizioni i post delle persone a noi più vicine e tralasciando quelli di coloro che sono ai confini della nostra rete.

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30 ottobre 2013 Rebecca Mantovani
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