La tuta bionica che ti fa invecchiare

Come ci si sente nei panni di un 75enne? Un esoscheletro hitech ricrea le condizioni muscolari, visive, verbali e uditive tipiche della terza età, e mostra le sfide che deve affrontare chi l'ha raggiunta.

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L'esoscheletro "macchina del tempo", che ci porta in là con gli anni.|Genworth R70i

L'età che avanza può rendere titanico uno sforzo che un tempo sembrava banale: ora anche chi dalla vecchiaia è lontano può sperimentare in prima persona gli effetti sul corpo del tempo che passa.

 

Genworth R70i Aging Experience è un progetto che sfrutta le potenzialità di un esoscheletro e di visori per la realtà virtuale per far vivere in prima persona le conseguenze dell'invecchiamento. L'idea, spiega Bran Ferren, cofondatore di Apple Minds, la compagnia che l'ha prodotto, è di sfruttarlo per dar vita a un dibattito sulle difficoltà che deve affrontare una popolazione sempre più anziana.

 

Vista offuscata. L'esperienza coinvolge dalla testa ai piedi. Un caschetto Oculus Rift ricrea gli effetti della visione tubolare, una restrizione del campo visivo che può colpire con l'età che avanza, e anche della degenerazione maculare, un danneggiamento della parte centrale della retina che ostacola la visione del centro del campo visivo e del colore.

 

Duri d'orecchi. Con l'udito non va meglio. Il casco simula un fastidioso e continuo ronzio nelle orecchie: è il tinnito, che rende l'ascolto una missione particolarmente difficile. Un ritardo nel microfono del casco riproduce gli effetti dei disturbi linguistici che possono colpire l'anziano, come l'afasia, la perdita della capacità di produrre o comprendere il linguaggio dovuta a lesioni cerebrali: in questo caso, chi indossa la tuta prova a parlare, ma sente quello che dice alcuni istanti dopo, e non riesce a comunicare.

 

Movimenti difficili. Per lenire lo stress c'è l'esperienza finale, una camminata sulla spiaggia. Ma l'esoscheletro riproduce su muscoli e giunture la fatica e la rigidità che sperimenta un anziano: bastano pochi passi per iniziare a sudare e far impennare le pulsazioni cardiache. Chi ci ha provato, ha poi dichiarato che, in queste condizioni, farebbe fatica ad uscire di casa.

 

 

06 Aprile 2016 | Elisabetta Intini