La monorotaia a pedali di Google, l'investimento più pazzo del mondo

Pazzo investimento di Google.

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Quando si gode d'una fama mondiale e si diventa smodatamente ricchi, di tanto in tanto ci si può concedere un colpo di testa. Prendete, ad esempio, Peter Jackson: dopo gli incassi record della sua trilogia cinematografica dedicata al Signore degli Anelli, ha deciso di produrre King Kong, il film che fin da piccolo aveva sognato di girare, ben sapendo che con ogni probabilità si sarebbe rivelato un flop clamoroso, come poi è stato. Ancor più clamoroso appare, però, l'investimento d'un milione di dollari da parte di Google in uno strampalato progetto per lo sviluppo di una monorotaia a pedali.

 

La beneficiaria Shweeb è un'azienda che ha sede in Nuova Zelanda - che curiosamente è la stessa nazione ad aver dato i natali al sopraccitato regista - ed ha perfezionato un prototipo d'indubbia rilevanza ecologica: l'occupante si posiziona all'interno di capsule monoposto trasparenti, che sono agganciate superiormente ad un binario, lungo il quale si muovono allo stesso modo delle biciclette, grazie all'energia sprigionata dai muscoli delle gambe attraverso i pedali. Per ora, è solamente un'attrazione di Agroventures Park, un piccolo parco divertimenti di Rotorua, ma i fondi che stanno raccogliendo, anche grazie ai biglietti d'ingresso, serviranno a finanziare iniziative ben più ambiziose, prima tra tutte una rete di trasporti metropolitana per la città di San Francisco.

 

In verità, questo investimento non è il frutto d'un istante di ordinaria follia a Mountain View, ma bensì di un sondaggio aperto al pubblico che è stato effettuato in Internet negli ultimi mesi, che ha portato alla nomina dei Google's Project 10^100, 5 progetti che in futuro dovrebbero apportare notevoli miglioramenti alla qualità della vita sul nostro pianeta. Ci auguriamo soltanto che i numerosissimi partecipanti non stessero sghignazzando sonoramente mentre votavano, pregustando la figuraccia che rischia di fare il motore di ricerca più famoso del mondo: noi quantomeno l'abbiamo votato per puro spirito ecologista!

 

28 settembre 2010 | Luca Busani