Innovazione

La macchina del tempo di Venezia

La digitalizzazione dei documenti dell'Archivio di Stato permette di ricostruire storia, storie e relazioni di mille e più anni di Venezia.

Ottanta chilometri di scaffali con milioni di documenti raccolti in 1.000 anni di storia: è l'immenso patrimonio custodito dall'Archivio di Stato di Venezia, un palazzo nell'ex complesso conventuale di Santa Maria Gloriosa dei Frari convertito in forziere della memoria documentale della città.

Qui sono archiviati e conservati, a temperatura ambiente, documenti in gran parte mai letti, consultati di rado persino da storici e archivisti.

La preziosa collezione di mappe, monografie, contratti, cronache, registri, note bancarie e notarili, relazioni di ambasciatori e spartiti musicali, distribuiti su 300 stanze e migliaia di metri quadrati di scaffalature è ora al centro di un importante progetto di digitalizzazione basato anche su tecniche di machine learning perché, oltre alla "semplice" archiviazione digitale, l'obiettivo è quello di avere uno strumento potente per scoprire tutte le possibili relazioni tra i documenti e per condurre, sui documenti stessi, studi altrimenti impensabili.

Uno dei tesori dell'Archivio di Stato di Venezia: un documento scritto a mano da Galileo Galilei nel 1609. © Archivio di Stato di Venezia / Hillary Sanctuary

Un tuffo nel passato. La Venice Time Machine, la macchina del tempo di Venezia, vede la collaborazione del Politecnico Federale di Losanna, coordinatore del progetto, dell'Università Ca' Foscari di Venezia e degli archivisti dei Frari: il progetto, avviato nel 2012, è ora al quinto anno di vita ed è diventato un modello per altri "viaggi nel tempo" nella storia di importanti città, come Parigi e Amsterdam.

Il gruppo di lavoro utilizza tecnologie all'avanguardia, che permettono di analizzare il contenuto di antichi testi senza danneggiarli: scanner automatici ad alta velocità, bracci robotici per sfogliare le pagine senza doverle toccare, tomografia a scansione per "leggere" i documenti senza neppure aprirli. È una catena di montaggio che produce migliaia di immagini ad alta risoluzione ogni ora, ed è solo una parte del progetto: la base da cui partire.

Reti di conoscenze. I terabyte (miliardi di byte) di informazioni vengono analizzati da software "intelligenti", con capacità semantiche ("comprensione" di parole e frasi): ricostruiscono e uniformano i caratteri, individuano i nomi di personaggi ricorrenti e li mettono in relazione, come in una sorta di social network dell'antichità.

I nomi possono essere connessi a luoghi sulle mappe, proprietà e registri commerciali; le mappe sono confrontate con i registri catastali e i dipinti storici, per capire come si sono evoluti i quartieri della città.

Una mappa di Venezia del 1557. © Archivio di Stato di Venezia / Hillary Sanctuary

Relazioni internazionali. Venezia è stata per secoli un crocevia economico internazionale: il progetto consentirà di ricostruire i viaggi di merci, spezie ed animali esotici, la diffusione di malattie come la peste, la contaminazione con altre città italiane e con l'Oriente.

Questa particolare macchina del tempo ha catturato l'interesse di epidemiologi, studiosi di economia, storici dell'arte... Così, questi stessi metodi applicati ad altri importanti archivi consentiranno di aprire finestre inaspettate sul nostro passato.

16 giugno 2017 Elisabetta Intini
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