Innovazione

La lomografia incontra il cinema

Si incontrano in un film.

Definire la lomografia come un fenomeno fotografico di moda è riduttivo: rappresenta, infatti, un rifiuto incondizionato della modernità digitale ed è rigidamente regolamentata, pertanto è più corretto considerarla una vera e propria filosofia di vita. Il movimento nacque negli anni '90, grazie a due studenti austriaci che rimasero affascinati dalle immagini sature e fortemente vignettate scattate con una vecchia compatta 35mm di fabbricazione sovietica, una LOMOLC-A appunto. Decisero, così, di portare sempre con sé questa fotocamera, per immortalare qualsiasi cosa capitasse loro a tiro: da qui è nato il motto che col tempo è diventato una sorta di manifesto, ovvero "Non pensare, scatta!". Negli ultimi anni, poi, insieme alla riscoperta del vintage, la lomografia sta vivendo una seconda giovinezza, tanto da guadagnarsi uno stand dedicato nell'ultimo Photokina, mentre in rete impazzano, ad esempio, filtri per i più diffusi programmi di grafica che simulano lo stesso effetto ed altre amenità simili.

Cavalcando l'onda di questa moda, un gruppo di una ventina di fotografi... pardon, lomografi si è riunito a Londra e, mettendo insieme alcune migliaia di scatti, ha realizzato un divertente filmato in stop-motion che li ritrae per le strade della capitale inglese, con i tipici colori caldi e le linee un po' evanescenti delle LOMO. In apertura e chiusura del cortometraggio, sono stati montati degli spezzoni girati con videocamere Super 8, altra delizia per gli occhi degli appassionati dell'era analogica. Giusto per dovere di cronaca, vi ricordiamo che anche questa tecnica di ripresa, ormai obsoleta, sta tornando in auge ed addirittura sarà al centro del prossimo film di J. J. Abrams - il creatore di Lost, per intenderci -, che verrà prodotto da Steven Spielberg e s'intitolerà proprio Super 8, la cui uscita è prevista per l'anno prossimo. Tornando a noi, l'opera di cui vi abbiamo parlato prima si chiama The Lomography Caterpillar, un po' per indicare l'irriducibilità della mania ed un po' perché la sequenza di volti che si susseguono nello spazio ricorda appunto un millepiedi umano.

Per chi volesse vederlo, lo troverà in fondo alla pagina. Per quanti, invece, volessero cimentarsi con questa tecnica fotografica, precisiamo subito che la sopraccitata LC-A è stata messa fuori produzione dal 2005, ma ora sono disponibili alcuni cloni cinesi estremamente economici, basati sulla stessa ottica, come l'ottima LC-A+. Ci state pensando su? Sbagliato: voi dovete scattare, scattare e scattare!

20 ottobre 2010 Luca Busani
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