La lattuga coltivata dai robot

Aprirà in Giappone nel 2017 la prima serra totalmente automatizzata che produrrà almeno 30 mila cespi di insalata al giorno.

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Le coltivazioni robotiche di lattuga. Non sono l'unico esempio di agricoltura hi-tech.

Dopo la lattuga fatta crescere nello spazio, sott'acqua, o nel sottosuolo di Londra, ci sarà anche quella coltivata dai robot. L'azienda giapponese Spread ha annunciato che inaugurerà nel 2017 a Kyoto la Vegetable Factory, la prima serra automatizzata dove a lavorare non ci sarà nemmeno un uomo. All'inizio l'azienda agricola dovrebbe produrre 30 mila cespi di insalata al giorno, ma si calcola che una volta a regime, nel 2022, arriverà a quota mezzo milione.

 

Uno spazio futuristico. La lattuga verrà coltivata in una serra verticale di circa 3.500 metri quadrati, illuminata da luci LED. Niente di nuovo rispetto ad altri esempi di agricoltura hi-tech giapponesi di cui vi abbiamo già raccontato. La novità è l'assenza quasi compelata dei contadini. A prendersi cura delle piantine non ci saranno robot umanoidi, ma nastri trasportatori dotati di braccia mobili: a parte la semina (di competenza ancora umana), si occuperanno di ogni fase della crescita fino alla raccolta.

 

Questa nuova modalità di coltivazione permetterà a Spread di tagliare del 50% il costo del lavoro e del 30% il consumo energetico, oltre a riciclare il 98% dell'acqua usata per l'irrigazione. Probabilmente ci saranno vantaggi anche per i consumatori, con un abbassamento del prezzo della lattuga.

 

 

un prodotto di qualità. Nella serra verrà ricreato un ambiente ideale per produrre una verdura di qualità. Nello specifico, la lattuga coltivata dai robot conterrà maggiore quantità di beta carotene e sarà priva di pesticidi ed erbicidi, promette Spread. E se una piantina non dovesse crescere come previsto, un sensore avviserà il personale umano dell'azienda che interverrà immediatamente. La serra automatizzata verrà integrata nel Kameoka Plant di Kyoto ed entrerà in funzione a metà del 2017.

02 Febbraio 2016 | Silvia Malnati