Focus

La fotocamera che vede dentro agli oggetti

Vede all’interno degli oggetti.

miniincam_175586
|

Alcuni mesi fa, si è scatenata una feroce polemica sui body scanner introdotti per motivi di sicurezza negli aeroporti di tutto il mondo: in molti, infatti, si domandavano che fine facessero quegli scatti “intimi”, dopo aver scoperto che in rete circolavano immagini decisamente pruriginose, misteriosamente sfuggite da questi sistemi. Le autorità internazionali hanno, così, deciso di regolamentare il procedimento, in modo tale da conservare le foto solo per pochi minuti, ma neppure questo è servito a tacitare la discussione, perché nel frattempo alcuni scienziati hanno avanzato dubbi circa l’innocuità dei raggi utilizzati sul corpo umano.Ora un gruppo di ricercatori della Missouri University of Science and Technology annuncia d’aver sviluppato un dispositivo portatile in grado di spiare all’interno degli oggetti, rivelandone il contenuto e la struttura senza doverli aprire. Questa specie di super fotocamera riesce ad attraversare qualsiasi superficie, grazie ad un innovativo sistema combinato di onde con speciali frequenze millimetriche, che non danneggiano i tessuti biologici; il tutto è alimentato da una comune batteria per notebook ed ha le dimensioni di una scatola di biscotti. Le informazioni ricavate vengono, infine, trasmesse ad un computerche le elabora e, attraverso un apposito software, le trasforma in tempo reale in un video a 30 fps. Il primo prototipo è stato realizzato nel 2007, ma sono stati necessari oltre tre anni di duro lavoro per portare le dimensioni a quelle attuali ed i suoi creatori contano di ridurle ulteriormente prima della versione finale. Le applicazioni per uno scanner così compatto ed al tempo stesso sensibile sarebbero molteplici: oltre ai già citati sistemi di sicurezza, potrebbe diventare un valido strumento per la diagnosi medica e per il controllo qualità di materiali particolarmente delicati, come quelli utilizzati nell’industria aerospaziale.Gran bell’oggetto, vero? L’importante è che tecnologie simili vengano sempre impiegate a fin di bene e non piegate alle vili leggi di mercato, magari miniaturizzandole a tal punto da poter esser integrate nelle comuni fotocamere digitali, per la gioia degli scopofili di tutto il mondo.

 

12 marzo 2011 | Luca Busani