L'orecchio che si stampa in 3D

Una nuova tecnologia messa a punto negli States promette la stampa 3D di tessuto cartilagineo pronto da impiantare. Sarà la prossima rivoluzione della chirurgia plastica?

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Una stampante 3D al lavoro: in un futuro prossimo potrebbe stampare tessuti e organi pronti per l'impianto (© picture alliance/Tobias Hase) |

La nuova frontiera della chirurgia plastica? La stampa 3D di padiglioni auricolari (per ora) ma in futuro anche di nasi, labbra e persino seni e glutei.

Disegna, stampa, impianta.
Un team di ricercatori della Cornell University ha recentemente realizzato il primo padiglione auricolare artificiale stampandolo a tre dimensioni in un materiale bio sintetico. Lawrence Bonassar e Jason Spector hanno creato il modello tridimensionale dell'orecchio esterno di una bambina di 5 anni e, grazie a una stampante 3D, ne hanno prodotto il calco in materiale plastico. Lo stampo è stato poi riempito con un idrogel formato da collagene di ratto e cartilagine di mucca: il collagene è servito da impalcatura alle cellule cartilaginee per impiantarsi e svilupparsi nella forma corretta. Il tutto è stato lasciato crescere per qualche giorno in un apposito terreno di coltura e poi è stato impiantato sulla schiena di un ratto da laboratorio: 3 mesi dopo l'impianto, la nuova cartilagine aveva colonizzato quasi completamente il collagene.

Orecchie à la carte. L'idea dei ricercatori è quella di utilizzare questa tecnologia per restituire un padiglione auricolare naturale a tutti i bambini che nascono con malformazioni congenite dell'orecchio esterno (in media 1 su 8000) ma anche alle vittime di malattie e incidenti. Il prossimo passo sarà quello di mettere a punto un processo per l'estrazione e l'utilizzo di cellule cartilaginee umane: l'ideale sarebbe poter utilizzare quelle prelevate dallo stesso paziente, in modo da minimizzare il rischio di rigetto.

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25 febbraio 2013 | Rebecca Mantovani