Jammer in azione per proteggere Obama

Roma è bloccata e la visita del presidente Usa è protetta anche dai jammer, che provocano il blackout delle comunicazioni via cellulare. Ecco che cosa sono e a che cosa servono i jammer.

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Un jammer portatile con raggio d'azione fino a 15 metri.

L'incubo di polizia e servizi segreti è un atto di terrorismo a Roma, un attentato lungo le strade che il presidente Barack Obama percorrerà in questi giorni, nel corso della sua visita nella città capitolina. Un ordigno nascosto in un cestino dei rifiuti, in un'auto, sotto a un tombino o dentro a una centralina, e comandato a distanza da una semplice telefonata col cellulare... Non è la trama di un thriller, come dimostrano le misure di sicurezza eccezionali, ma è un rischio che si può contrastare anche grazie a strumenti elettronici come i jammer.
 
A che cosa serve. Il jammer nasce come strumento di ausilio alle forze dell'ordine nella lotta contro il terrorismo e la criminalità. Situazione tipica è l'interruzione delle comunicazioni subito prima di un'azione di polizia, in modo da impedire ai sospetti di avvertirsi dell'imminente pericolo. Nel caso di bombe azionate via cellulare, poi, l'utilizzo di un jammer può rivelarsi determinante al fine di prevenire l'innesco. Molto comune è altresì l'utilizzo di questi apparecchi nelle indagini di polizia su strumenti elettronici: l'utilizzo del jammer impedisce al cellulare di comunicare con l'esterno mentre viene analizzato.
 
Variegati sono tuttavia anche gli utilizzi fantasiosi e per lo più negativi. Pensate per esempio all'albergatore disonesto che decida di interrompere il segnale per costringere i clienti ad utilizzare il telefono interno. O ai ladri d'auto che grazie ai jammer possono intervenire sulla frequenza delle chiavi elettroniche per impedire la chiusura centralizzata.

Come funziona. Il meccanismo alla base del jammer è molto semplice: per poter funzionare i cellulari devono dialogare con i ripetitori, che ritrasmettono il segnale. Quando ci si sposta, cambia il ripetitore con il quale il proprio cellulare si relaziona. Per comunicare, cellulare e ripetitori utilizzano delle frequenze radio: in questo "scambio" interviene il jammer che, utilizzando le stesse frequenze, neutralizza la comunicazione. Alcuni apparecchi, più complessi e potenti, interrompono anche altri tipi di segnale, come il Gps.
 
L'efficacia e il raggio dell'interruzione dipendono dalla potenza dell'apparecchio: si va da qualche metro a svariate centinaia di metri per i dispositivi più sofisticati.
 
Com'è fatto. I jammer meno potenti sono composti da pochi, semplici elementi: un'antenna, qualche circuito elettronico (che si occupano di generare il segnale di disturbo e di regolarne la frequenza) e una batteria. Esteriormente possono apparire in varie forme e non è raro trovare apparecchi camuffati da oggetti comuni, quali pacchetti di sigarette o astucci.
 
È legale? Per noi comuni cittadini, no. Diverse sono infatti le norme italiane e dell'Unione Europea che ne vietano l'utilizzo a fini privati. Inutile pensare di poter interrompere il conversatore molesto, al ristorante o in treno: per adesso, interrompere una conversazione telefonica è reato.

Un jammer che può essere infilato in un pacchetto di sigarette.

27 Marzo 2014 | Federico Di Martino