Le invenzioni dell'anno

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Sistemi di volo portatili, macchine che stampano organi su misura pronti per i trapianti, bagnini robot, vita artificiale: sono solo alcune delle invenzioni e scoperte che hanno visto la luce nel 2010 e che sono state raccolte dal settimanale americano Time. In questa fotogallery vi presentiamo una selezione delle più interessanti, rivoluzionarie, stupefacenti.
E secondo voi qual è l'invenzione (o la scoperta) dell'anno? Ditecelo in questo sondaggio.

Alzi la mano chi da bambino non ha mai sognato uno zaino razzo in perfetto stile "Pronipoti" per librarsi nel cielo. Lo ha fatto anche Glenn Martin, che dopo 30 anni di studi e progetti lo ha realizzato.
Si chiama Martin Jetpack ed è il primo zaino razzo funzionante e realmente utilizzabile. Un motore da 200 cavalli montato su un supporto di carbonio aziona due turbine in kevlar che, almeno in teoria, potrebbero sollevare il pilota fino 2000 metri di altezza.
L’unico neo è l’autonomia, che a causa degli evidenti problemi legati al trasporto del carburante, non supera i 30 minuti. A meno di acrobatici rifornimenti in volo.
Martin Jetpack inzierà i primi test finalizzati allo sviluppo di una versione commerciale nel 2011 e costerà attorno ai 100.000 euro.
Vieni a conoscere Jeb Corliss, l'uomo volante.


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Quante volte, bloccati nel traffico, avete desiderato un mezzo capace di... scavalcare le auto? Lo ha sviluppato un’azienda cinese, la Shenzhen Huashi Future Parking Equipment. Si tratta di un autobus sopraelevato alto circa 3 metri da terra e largo quanto due normali corsie stradali.
Il superpullman, parzialmente alimentato a energia solare, si muove lungo due binari, passa al di sopra delle auto e permette alle auto di passargli sotto. Ogni convoglio è formato da una coppia di vagoni che possono ospitare fino a 1200 persone.
Uno di questi autobus e 40 km di percorso completo di stazioni e infrastruttura costano circa 50 milioni di euro, un decimo di ciò che servirebbe per costruire una linea metropolitana della stessa lunghezza.
L’azienda sta aspettando il via libera da parte delle autorità di Pechino per realizzare un progetto pilota da far partire entro il 2011.


Immagine da jih.ism-online

mucche

Nella foto qui sopra c'è una fonte di energia alternativa. No, non parliamo delle pale eoliche che ci sono sullo sfondo, ma delle mucche in primo piano. Il loro grasso e gli scarti della macellazione vengono infatti utilizzati per produrre il biodiesel che alimenta i locomtori della Heartland Flyer, la linea ferroviaria che unisce quotidianamente Oklahoma City a Fort Worth (Texas).
La Amtrak, l’azienda che gestisce il servizio, sta sperimentando una nuova miscela di carburante ecologico fatta all’80% da olii vegetali e per il restante 20 da grasso bovino fermentato. Secondo gli esperti il carburante animale dovrebbe abbattere del 15% le emissioni di particolato e CO2 rispetto ai normali biocarburanti (vuoi sapere tutto sui biocarburanti? Clicca qui)
Ma non tutti sono d’accordo: il PETA e le altre organizzazioni animaliste sostengono che utilizzare i resti di animali allevati in cattività e poi uccisi per essere mangiati non sia particolarmente ecologico e verde.

ipad

Steve Jobs, il fondatore di Apple, ce l’ha fatta anche questa volta: ha preso un’idea che altri avevano avuto prima di lui e che avevano già abbandonato ritenendola fallimentare (il tablet PC), l’ha resa bella, facile e intuitiva da utilizzare e l’ha trasformata in un successo.
E in effetti secondo alcuni analisti la tavoletta magica di Apple è, escluso il telefonino, il gadget tecnologico a più rapida diffusione della storia. Ci ascolti la musica, ci guardi i film e le foto, ci navighi in internet, ci leggi libri, giornali e riviste (anche Focus), ci giochi.

© foto © SIMON CHAVEZ/dpa/Corbis

eily

Non sarà muscoloso e scolpito come un bagnino di Bay Watch, ma EMILY (Emergency Integrated Lifesaving Lanyard) potrebbe comunque salvarvi la vita.
È una bagnina robot capace di tuffarsi tra le onde alla rispettabile velocità di 15 km/h (circa 15 volte più veloce di un nuotatore) per raggiungere i bagnanti in difficoltà e riportarli a terra. Telecomandata a distanza da un operatore umano, EMILY è stata testata con successo sulle spiagge della California.
Il suo inventore, Tony Mulligan, sta già lavorando all'evoluzione, che sarà controllabile dall’iPhone e sarà dotata di un sonar che le permetterà di individuare da sola oggetti e persone sommerse.
Guarda tutti i contenuti di Focus.it sui robot.

© foto Hydronalix


eyewriter

Sviluppato in collaborazione tra la Not Impossible Foundation e Graffiti Research Lab, EyeWriter potrebbe dare una nuova speranza a tutti i malati che a causa di gravi problemi motori non riescono a parlare e comunicare con il mondo esterno.
Si tratta di una telecamera a basso costo che, grazie a un software open source, identifica i movimenti dell’occhio e li traduce in disegni e lettere, su uno schermo. Il dispositivo è stato realizzato per la prima volta per Tony Quan, un artista di Los Angeles che disegna graffiti, a cui è stata diagnisticata la sindrome di Lou Gehrig nel 2003.
Grazie a EyeWriter, Lou continua a disegnare, anche se gravemente malato <<È stato come prendere fiato dopo aver nuotato 5 minuti sott’acqua>> ha dichiarato dopo aver provato Eyewriter.

Immagine da www.eyewriter.org

cellula-sintetica

Il 2010 è stato anche l’anno che visto nascere la prima cellula completamente artificiale. Il suo papà è Craig Venter, che nel 2001 aveva partecipato al progetto di mappatura del genoma umano.
Venter ha realizzato la sua cellula assemblando tra loro gli elementi chimici che compongono il DNA. 15 anni di tentativi, fallimenti, errori e infine il successo. Venter ha ricostruito in questo modo il genoma di un batterio, che ha inziato a dividersi e replicarsi come un essere naturale (vedi foto).
Ma a cosa può servire questa una forma di vita artificiale di questo tipo? A creare mostri da film di fantascienza? No, però potrà essere utilizzata nello sviluppo di biocarburanti di nuova generazione, o come materiale test per verificare l’efficacia di farmaci e vaccini.
Per saperne di più sulla ricerca di Venter clicca qui.

© foto AAAS

polmoni

Coltivare organi umani in laboratorio sembra più fantascienza che scienza. Eppure nel 2010 Laura Niklason e i suoi colleghi dell’Università di Yale, avvalendosi delle più sofisticate tecnologie per la biosimulazione, sono riusciti a ricreare la complessa struttura di un polmone di topo funzionante al 95%, cioè capace di inalare ed espirare come un polmone naturale.
Per realizzarlo i ricercatori hanno utilizzato l’involucro esterno di un polmone di topo completamente svuotato e lavato del contenuto con speciali sostanze chimiche, lo hanno seminato con cellule staminali e infine hanno alimentato il tutto con nutrienti fino a far nascere tessuti simili a quelli naturali, capaci di effettuare scambi gassosi.
I topi utilizzati per questo esperimento hanno respirato per circa due ore con un polmone coltivato prima di dover essere soppressi a causa di complicazioni operatorie.
Secondo i ricercatori, nel giro di 20-25 anni saremo in grado di utilizzare questa tecnica per sostituire polomoni ammalati, colpiti da cancro o enfisema.

organi

E mentre a Yale coltivano gli organi di topo, a San Diego li... stampano su richiesta.
Invotech e Organovo, due aziende specializzate in medicina rigenerativa, stanno lavorando allo sviluppo di una rivoluzionaria tecnologia che potrebbe stravolgere il mondo dei trapianti.
I ricercatori californiani sono riusciti a sviluppare una speciale "stampante" dotata di due testine: la prima spruzza un biogel che forma l’involucro esterno dell’organo, la seconda riempie questo contenitore con le cellule giuste, mettendole al posto giusto, con una precisione micrometrica garantita dalla potenza di calcolo dei computer. Le cellule, una volta posizionate correttamente e nutrite, inziano a riprodursi formando tessuti biologicamente funzionanti.
Fantascienza? Per ora sì. Però gli scienziati sono convinti che questa tecnologia possa presto entrare in sala operatoria.
Ma i pezzi prodotti ex novo... avranno la garanzia?

minesto

Chi ha messo un aquilone sotto la superficie del mare? E a cosa serve?
Che si possa produrre energia dalle onde del mare e dalle correnti non è una novità, ma fino ad oggi nessuno aveva pensato di farlo così, con delle grandi vele ancorate al pavimento oceanico.
L’idea è della compagnia svedese Minesto che nel 2010 ha varato il progetto Deep Green: ogni aquilone, mosso dalle correnti oceaniche, aziona una turbina in grado di sviluppare fino a 500 kilowatt di potenza, anche in acque calme. Secondo i suoi progettisti questo sistema, economico ed ecologico, è destinato a fare crescere anche dell’ 80% il mercato delle energie rinnovabili marine.

fabricspray

Il tessuto del futuro non si fila, non si taglia e non si cuce: si spruzza.
L’originale trovata è dello stilista Manel Torres che in collaborazione con Paul Luckham, professore di tecnologia delle particelle presso l’Imperial College di Londra, ha sviluppato un tessuto liquido che spruzzato con una pistola spray su qualsiasi superficie, anche la pelle, solidifica in 15 minuti trasformandosi in stoffa. Lavabile, riutilizzabile, e sicuramente su misura.
Per saperne di più, clicca qui.

 

zanza

Il 2010, per le zanzare, è stato un anno pessimo. Il fastidioso insetto, responsabile di oltre 250 milioni di casi di malaria ogni anno e di un milione di morti, potrebbe avere vita breve.
A minacciarlo è uno speciale laser sviluppato dagli Intellectual Ventures Laboratory, capace di fulminare le zanzare ma senza arrecare alcun danno a uomini o altri animali.
L' innovativa "arma" identifica la zanzara dalla dimensione e dal movimento delle ali e la elimina... in uno zot.
Contemporaneamente, sempre quest’anno, i ricercatori dell’Università dell’Arizona hanno messo a punto una zanzara geneticamente modificata in grado di resistere al plasmodium, il parassita responsabile della trasmissione della malaria. L’idea è quella di sviluppare una versione di questo insetto molto più forte di quella comune per poi liberarla nell’ambiente selvatico. Nell’intento dei ricercatori la superzanzara dovrebbe sopraffare quella portatrice della malattia e, nel giro di una decina di anni, debellarla.

kickstarter

Vuoi girare un film, organizzare una mostra, incidere un disco, sviluppare un nuovo prodotto ma non hai i soldi per farlo? Iscriviti a kickstater.com, dichiara la cifra che ti serve e convinci la community a finanziarti.
Ciascuno può scegliere il progetto o i progetti da finanziare e donare una cifra, grande o piccola. E tu? Hai già avuto un’idea geniale?

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X-Flex non sarà certo la tappezzeria più fashion del mondo, ma potrebbe salvare migliaia di vite. Realizzata in un materiale simile al kevlar combinato con un polimero elastico, serve a rinforzare le pareti degli edifici rendendoli più resistenti a bombe, esplosioni, attacchi missilistici e terrorismi vari.
L’esercito americano sta pensando di utilizzarla nelle sue basi situate nei paesi più a rischio.

Sistemi di volo portatili, macchine che stampano organi su misura pronti per i trapianti, bagnini robot, vita artificiale: sono solo alcune delle invenzioni e scoperte che hanno visto la luce nel 2010 e che sono state raccolte dal settimanale americano Time. In questa fotogallery vi presentiamo una selezione delle più interessanti, rivoluzionarie, stupefacenti.
E secondo voi qual è l'invenzione (o la scoperta) dell'anno? Ditecelo in questo sondaggio.

Alzi la mano chi da bambino non ha mai sognato uno zaino razzo in perfetto stile "Pronipoti" per librarsi nel cielo. Lo ha fatto anche Glenn Martin, che dopo 30 anni di studi e progetti lo ha realizzato.
Si chiama Martin Jetpack ed è il primo zaino razzo funzionante e realmente utilizzabile. Un motore da 200 cavalli montato su un supporto di carbonio aziona due turbine in kevlar che, almeno in teoria, potrebbero sollevare il pilota fino 2000 metri di altezza.
L’unico neo è l’autonomia, che a causa degli evidenti problemi legati al trasporto del carburante, non supera i 30 minuti. A meno di acrobatici rifornimenti in volo.
Martin Jetpack inzierà i primi test finalizzati allo sviluppo di una versione commerciale nel 2011 e costerà attorno ai 100.000 euro.
Vieni a conoscere Jeb Corliss, l'uomo volante.