Focus

In orbita la prima navicella spaziale privata

Ci porteranno nello spazio.

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Navicelle dal glorioso passato come il Discovery stanno andando in pensione ed ormai la corsa allo spazio ha perso buona parte del suo fascino propagandistico, così i grandi del nostro pianeta antepongono altri progetti ai programmi, ad esempio, per portare l'uomo su Marte. Come rilanciare, quindi, il declinante settore aerospaziale? La miglior soluzione sembrerebbe la privatizzazione, prova ne è l'idea che ha avuto il magnate inglese Richard Branson, il quale ha deciso di creare Virgin Galactic, una compagnia aerea speciale per trasportare i turisti al di fuori dell'atmosfera terrestre. La conferma più eclatante che tutto questo può trasformarsi in uno dei business del futuro è, però, arrivata questa settimana, con il primo volo orbitale a carattere commerciale.

 

La compagnia che è riuscita nell'impresa si chiama SpaceX e, giusto per tranquillizzare i lettori più sensibili, vi diciamo subito che il viaggio del Dragon - questo il nome della navicella - si è concluso positivamente, con tanto di ammaraggio perfetto nelle acque dell'Oceano Pacifico. Il tutto è durato meno di tre ore e mezzo, lo stretto necessario per completare due giri intorno alla Terra, ma, visto il successo, ora si profila una lunga serie di lanci per trasportare i rifornimenti per la stazione orbitante ISS. Il principale finanziatore è, infatti, la stessa NASA, che ha stipulato con SpaceX un contratto per 12 voli, versando la cifra record di quasi 2 miliardi di dollari; il progetto è inquadrato in un piano più ampio di sviluppo del settore privato dell'industria aerospaziale, con il duplice intento di ridurre notevolmente i costi dei lanci e creare nuovi posti di lavoro. D'altra parte, nella storia dell'umanità ci sono stati solamente 500 astronauti, mentre nei prossimi anni questo trend potrebbe cambiare radicalmente e quella che finora era un'utopia relegata ai sogni dei bambini potrebbe diventare uno degli impieghi più diffusi del futuro. Come si è arrivati a questi risultati sorprendenti? Sempre grazie alla NASA, perché decisivo è stato il contributo dell'ex-"space cowboy" Byron K. Lichtenberg, sia in fase di sviluppo che durante il volo stesso. Ma l'ente spaziale americano è davvero soddisfatto di questo trionfale debutto? Le dichiarazioni sono state alquanto lapidarie, anche se trapela a nostro avviso un filo d'amarezza, perché si ha la netta sensazione che si sia chiusa un'epoca e se ne sia aperta un'altra dai risvolti impronosticabili: corrieri interplanetari, tour operator galattici ed hotel stellari potrebbero essere proprio dietro all'angolo!

 

Rimane soltanto un mistero da svelare: a bordo del Dragon, è salito per la prima volta un turista pagante - e siamo pronti a scommettere che il biglietto non sia stato propriamente in linea con quelli delle più diffuse compagnie low cost - ma nessuno sa chi fosse e sembra che SpaceX non abbia neppure intenzione di rivelarlo. In casi come questi, le ipotesi si sprecano, così anche noi vogliamo proporvene una particolarmente divertente e fantasiosa: e se dietro a tutto questo si celasse il perfido Gru, travestito magari da petroliere, che vuole tentare per l'ennesima volta di rubare la Luna?

 

12 dicembre 2010 | Luca Busani