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Il super-display di Microsoft inaugura una nuova era per i PC

Il super-display di Microsoft.

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Nei film di fantascienza, i super-computer virtuali ricorrono ormai da parecchio tempo. Prendete, ad esempio, Minority Report oppureIron Man: in entrambi i casi, i protagonisti utilizzano PC del tutto privi di periferiche di input e perfettamente in grado di riconoscere ogni movimento del corpo. Nella realtà, invece, non abbiamo ancora avuto modo di sperimentare tutto questo.

 

A voler essere pignoli, i primi timidi tentativi stanno vedendo la luce proprio in questi giorni: il primo è stato il videogioco La scatola delle fiabeper Nintendo DSi, che, sfruttando la videocamera interna della console, riesce a seguire i movimenti della testa del giocatore e ad adeguare conseguentemente la prospettiva dell'immagine visualizzata; il secondo è - o meglio sarà - Microsoft Kinect, il rivoluzionario controller invisibile per Xbox 360, presentato durante l'ultimo E3. Ciò nonostante, siamo ancora lontani anni luce da Tony Stark, il quale riesce a progettare un'invincibile tuta cibernetica agitando semplicemente le proprie dita in aria. Grazie, però, ad un avveniristico progetto, Microsoft ci rassicura: da oggi, questo futuro non sembra più così remoto!

 

The Wedge - questo è il nome del prototipo - è costituito da un ampio displayOLED trasparente, al di sotto del quale è collocata una speciale videocamera che traccia tutti i movimenti che avvengono sulla superficie dello schermo e, contemporaneamente, rileva i movimenti del corpo dell'utente. Il risultato è sorprendente e va ben oltre i classici pinching e stretching dei moderni multi-touch: il desktop gira quando ruotiamo le mani, l'orientamento varia con la posizione della nostra testa e gli oggetti ci vengono incontro quando ci avviciniamo ad esso. L'interfaccia trasmette, così, una forte sensazione di tridimensionalità e risulta estremamente coinvolgente, senza richiedere l'uso di occhiali, guanti od altri orpelli tecnologici: siamo certi che, davanti ad un'usabilità così elevata, anche Donald Norman - il tecnofilosofo autore di The invisible computer - sarebbe entusiasta.

 

Ora spetta proprio alla stessa Microsoft sviluppare un nuovo sistema operativo che metta a frutto questo grande potenziale e mandi in pensione una volta per tutte il buon vecchio Windows.

 

30 giugno 2010 | Luca Busani