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Il software che riconosce la faccia delle scimmie

Ci aiuterà un software.

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I sistemi di sicurezza biometrici stanno assumendo una grande importanza, perché di sicuro il futuro sarà loro ed in più ovviano ad una serie di limiti che presentavano i loro predecessori digitali - password da ricordare, criptazioni che possono essere “hackerate” ed altro ancora -. Inoltre, le stesse tecnologie possono essere adottate in campi diversi e diventare di grande interesse: un software di riconoscimento facciale, ad esempio, può essere impiegato sia per controllare gli accessi ai PC, sia per taggare le foto delle ultime vacanze, che per ritrovare un vecchio amico, oppure una bella ragazza che abbiamo conosciuto giusto la sera prima. E non solo: ora un gruppo di ricercatori tedeschi sta sviluppando un nuovo sistema di identificazione biometrico compatibile con le scimmie.

 

Va bene, i primati saranno anche gli animali più intelligenti del pianeta, ma certamente il software non servirà per permettergli d’interfacciarsi con computer e smartphone, né tantomeno per introdurli al mondo dei social network; verrà, invece, utilizzato da altri scienziati, che potranno monitorare con precisione la popolazione delle colonie di scimpanzé in libertà ed eviteranno di marchiarli ad uno ad uno. Di primo acchito, ogni scimmia potrebbe sembrare identica alle altre, ma così non è: il sistema si basa proprio su queste leggere differenze, che vengono registrate in un database e confrontate con i dati raccolti attraverso immagini e filmati. In questo modo, la conta degli esemplari può essere eseguita molto più spesso ed il loro andamento demografico viene tenuto sotto stretto controllo. Parallelamente, è in fase di perfezionamento un secondo programma, che riconosce i suoni ed i vocalizzi emessi dalle scimmie: utilizzati congiuntamente, questi due sistemi consentiranno addirittura di capire lo stato emotivo e l’andamento sociale d’interi gruppi di primati, rivoluzionando i tradizionali metodi della ricerca naturalistica.

 

Vi segnaliamo una curiosa coincidenza, che può risultare vagamente inquietante: mentre stanno nascendo queste nuove tecnologie per lo studio dei nostri antenati biologici, nei cinema sta per approdare “L’alba del pianeta delle scimmie”, il prequel della fortunata serie fantascientifica degli anni Settanta, nella quale gli animali prendono il sopravvento sull’uomo proprio in seguito ad un esperimento andato male. Che sia davvero questo il destino che ci attende?

 

4 agosto 2011 | Luca Busani